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Tomo terzo.
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Suoi figli .

Ctrere , Sacco > e1‘afitea .

Tempio a Esculapio

6 14 Apparato per le mozze

del Sonno una capricciosa spelonca, e il gran padre Sonno pre-detto in parte nudo, di papaveri inghirlandato, rubicondo, egraflo su l’un de’ bracci le guance appoggiato , si vedeva simil-mente con grande agio giacervi!! ; avendo intorno a se Morfeo, eIcelo , e tantalo , e gli altri figliuoli suoi , in stravaganti, e di-verse, e bizzarre forme figurati. Ma nella sommità della spe-lonca predetta si vedeva la bianca, e bella , e lucida Alba conla biondissima chioma tutta rugiadosa , e molle , estèndo a pie del-la spelonca medesima con un tastò, che guancial le faceva , 1’ oscu-ra Notte; la quale , perciocché de’veraci sogni madre è tenuta,pareva , che sede non picciola alle parole de’ prescritti Sogni ac-crescer doveste. Per ornamento del carro poi fi vedevano, ali’in-venzione accomodandosi , alcune vaghissime istoriette, con tantaleggiadria, e grazia, e diligenza scompartite , che più non pare-va, che si potesse desiderare; per la prima delle quali si vedevaBacco , del Sonno padre , sur un pampinoso carro da due macchiatitigri tirato con il verso, per noto renderlo, che diceva :

Bacco del Sonno sei tu vero padre .

Siccome nell’ altro si vedeva la madre del medesimo Sonno Ce-rere , delle solite spiche incoronata , con il verso per la medesi-ma cagion posto, che diceva aneli’ egli :

Cerer del dolce Sonno è dolce' madre .

E siccome si vedeva nell’altra la moglie del medesimo SonnoPasitea , chedi volare sopra la terra sembrando ; pareva, che ne-gli animali, che per gli alberi , e sopra la terra sparsi erano , in-dotto un placidissimo sonno avesse, con il sito motto anch’ella,che nota la rendeva dicendo :

Sposa del Sonno quesìa è Pasitea .

Ma dall’ altra parte si vedeva Mercurio , presidente del sonno,addormentare l’occhiuto Argo , con il soo motto anch’ egli dicente :

Creare il suino può Mercurio ancora .

E si vedeva esprimendo la nobiltà, e divinità del Sonno me-desimo un adorno tempietto d’ Esculapio, in cui molti uominimacilenti, e infermi dormendo, pareva , che la perduta sanità re-cuperaslèro ; con il verso questo significante , e che diceva anch’egli:

Rende gli uomini sani il dolce Sonno .

Siccome si vedeva altrove Mercurio accennando verso alcuniSogni, che di volar per 1’ aria sembravano , parlar nell’ orecchie alre Latino, che in un antro addormentato stava dicendo il suo verso :

Spesso in sogno parlar lece con Dio .

Oreste poi dalle Furie stimolato si vedeva solo , mediante i So-gni , che di cacciare con certi mazzi di papaveri le predette Fu-rie sembravano, pigliare a tanto travaglio qualche quiete , conil verso, che diceva :

Fuggon pelsonno i più crudi pensieri . E si