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ildì 1. di Settembre del 1535. per le pitture del Giudizio , e non perla fabbrica di s. Pietro .
Mgg. <* 1 ^fine della nota della pagina antecedente . Non ostante percerti maneggi d’ alcuni furono messi parecchi cerchi di ferro , che cir-condano la cupola in varj siti, che 1* hanno piuttosto indebolita , poi-ché per passargli a traverso de’ costoloni di travertino , che fono , co-me farebbe a dire , l’ ossa della cupola , e il suo sostegno , è bisognatotraforargli a puntasti scarpello, donde ne furono tratte 5 6. carrettatedi scaglie ; onde tra i tanti vani notabili , e la diminuzione del peso, eil tormento delle percosse,necessariamente dee esler rimala più debole.
V. 15. Salutilo Peruzzi fu figliuolo del famoso Baldassarre da Siena ,che attese ali’ architettura , nel che oltre la pittura , era eccellentis-simo suo padre . Di questo Salutilo è fatta menzione a c. 139. di que-sto tomo .
V. 10. La dotava . Cosi si legge nel!'altre edizioni, ma non s’in-tende quel che il Vasari voglia dire . Forse si dee leggere : la donava :E più basso a c. 18. in vece di Donato Giannoxxi , come hanno tutte .le stampe , leggasi : Donato Giannotti .
V. 19. Della struttura di questa gran mole,posta per aria , ne ha par-lato Carlo Fontana nella sua Dejcr'njone del Tempio Vaticano , e ilP. Fonarmi dopo di lui nella sua Templi Vaticani Hi Boria , stampateamendue in Roma , la prima nel 1694. e 1 ’ altra nel 1696. Ma con dot-trina incomparabilmente più profonda , e con molta erudizione ne haragionato il dottissimo sig. Marchese Gio: Poloni uno de’ principali or-namenti della nostra Italia nel suo libro intitolato: Memorie iUorichedella gran cupola isv. 'Padova 1748.
V.21. Quarti tondi . Non s’intende quel che voglia qui dire il Va-sari . Io credo lenza fallo , che si debba leggere : quadri , e tondi , per-ceè tali fono i lumi dati a questa cupola . E al verlo 26. e 27. in vecedi trent asci si legga trentadue , che tante debbono essere le colonne de’16. pilaslroni, e tante sono.
V. 6. Se nella stampa anche de’ Giunti fono scorsi molti errori, nelladescrizione poi di questa fabbrica ne sono scorsi moltissimi, e più diffi-cili a correggersi per essere una materia astrusa ; onde non tutti con lamente riscaldata , e distratta in tante cose, a cui faceva d’ uopo d’averl’occhio , si son potuti correggere . Qui n’ è scorso uno, che leva ilsenso, e il significato a questo passo. Per tanto in vece di "Vn’ altrascala fino al fine di quattro . Son alte le colonne ÌS'C. si legga *On’ altrascala fino alfine di quanto son alte le colonne is^c. che così tutto rimanchiaro.
V. 22- r P gr amor delle piogge . Maniera di favellare Toscana ; e vale :per causa delle piogge , e non già che le piogge sieno desiderate,
Così più sotto a cart. 322. dice, che Michelangiolo usavasi; Rivali dìcordovano per amor degli umori , cioè per cauta di difendersi, o per ti-more degli umori .
*Agg- alla nota 4.Questo Dialogo su pubblicato dal suo nipote figliuo-lo di Pietro , fratello di Giorgio , e il libro c alquanto raro .
La nota 4. si legga così : Fu finita da Giacomo della Torta .
V. ij.Gabrio Scerbellone più a basto a c. 434. è chiamato AgabrioSerbelloni, e forse questo è il suo vero nome, e quello posto qui èdetto per islrazio , e per derilione. V.16.