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Alcune di queste pitture furono intagliate in rame da DomenicoTibaldi, come scrive il Malvasia tom. i. a c. 82. ma ci lascia dubbi , sepossano esser di Domenico Veneziano , il quale non si sa , che mai in-tagliasse in rame , e quel eh’ è più, e che rende inesculabile il Malva-sia , fu ammazzato da Andrea del Castagno , prima che Pellegrino ve-nisse al Mondo .
V.zj. Fu il Tibaldi adoperato nelle fortificazioni circa Panno 1560.
V. 25. Il cardinal Borromeo , che col disegno del Tibaldi sondò laSapienza di Pavia , magnifico , e lodatissimo palazzo, fu il gran s.Car-lo . La prima pietra fu gettata nel 1564. come ce ne assicura il Morigianella Storia , e nella 'Nobiltà di Milano nel libr. 4. cap. 1. di quella , enel libr. 3. cap. 35. di questa ; e ne’ fondamenti furono poste due la-stre di marmo 1’ una contro 1' altra , nell’ una delle quali erano incisequeste parole : Carolo Cardinali Borromeo Fvndatore , enell’ altra A. D. mdlxiv. xix. Jvnii . Veggasi la Vita di esso s. Carlolibr. 1. cap. 6. e libr. 8- cap. 25. dell’ edizione Latina , e ^eruditissime,e utilissime note del non men dotto , che pio sig. abate Oldrocchi, mioveneratissimo amico.
VITA DI TIZIANO VECCELLI.
Pag. 377*
P-57S.
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V. 6 . >T' Ra queste storie è unaGiuditta, che il Vasari tom. il. aJL cart. 26. descrive , e attribuisce a Giorgione, mal a propo-sito .Ce n’ è una stampa intagliata dal Piccini, ma il Sig. Zannettieruditissimo custode della libreria di s. Marco di Venezia prepara unaferie di stampe ricavate dalle pitture fatte sulle facciate de' palazzi,e delle case di quella città,dove sarà questa Giuditta meglio intagliata.
V. 18. Questo s. Inarco è ora nella sagrestia della chiesa della Salute,ed è ben conservato .
V. 20 .11 Cristo della moneta , che così si chiama questo quadro fa-mosissimo , é passato dalla galleria del duca di Modona in quella delRe di Polonia .
V. 27. Questo quadro è stato dal Vasari tom. il. a c. 2 6. attribuitoa Giorgione per isbaglio , come ho osservato nelle note .
V, 8. L’anno, in cui su eletto doge di Venezia Andrea Gritti , suil 1523.
V. 2. Questa pittura ammirabile rimase abbruciata nell’incendio delpalazzo di s. Marco.
V. ult. In una postilla dell’ esemplare della libreria Corsini si legge,che questa pittura fu delle meno pregiate del Pordenone .
V. 12. Un’altra postilla dice , che queste teste son tanto belle, chenon si può far di più . Di esse si è parlato nel tom. il. a c. 461.
y. 4. I tre quadri qui nominati sono adesso nella sagrestia della Sa-lute , e sono stupendi.
V. 16. Si osservi, che il Vasari dice , che Michelagnolo lodò assaiTiziano , e le lodi son riportate qui minutamente , e molto ragionate,c quel che disse del non essersi i pittori Veneziani tanto profondatinel disegno , quanto si usava in Firenze , e in Roma , era vero, ben-ché Tiziano fosse de’ più corretti.
V. 13. Questo cenacolo perì in un incendio .
V.i.