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iN^>n v’è Toscano nè Forestiere intendente, che non ammi-ri , e non abbia sempre ammirato il Ponte (*) più bello tra i quat-tro edificati in diversi tempi sull’ Arno , i quali adornano laCapitale del Regno d’Etruria . Contando ordinatamente il nu-mero di questi Ponti a seconda della corrente del Fiume egliè il terzo, e resta poco distante, andando vers’Austro, dallaChiesa e Badìa de’Monaci Valombrosani dedicata alla SS. ma Tri nità , da cui prende esso il nome, sebben per antico idiotismodei Fiorentini pronunciato senza l’accento finale. Sopravvenu-ta la piena straordinaria, che stando a’ molti segni e iscrizioni,le quali trovami a perpetua memoria in varj Quartieri dellaCittà, chiamossi il Diluvio del iH di Settembre m.d.lvii,questa Escrescenza d’Arno , oltre ad avere abbattuti i due de-stri de’ cinque archi del Ponte prossimamente inferiore cheappellasi alla Carraja ( fabbricato dapprima nel m . cc. xvm- colla direzione di Jacopo o Lapo maestro d’Arnolfo di Cam bio ( a ), quindi dopo la piena del m . cc. lxix che lo distrusse,rialzato col modello e assistenza dei due Domenicani Architettidel Tempio di S. Maria Novella Fra Ristoro e Frà Sisto, edallora denominatosi Ponte Nuovo ), demolì onninamente l’an-
(*) A questo asterisco corrisponde ilDisegno datone in picciolo nella Tav. I.
(a) Correggasi in ciò ,, L’ Osservatore,, Fiorentino negli Edìfizj della sua Pa-55 tria. Seconda Edizione riordinata e
,, compiuta. Tomo quarto. Vestigio ho-,, minis . Firenze M.DCC.XGVIII, Nella,, Stamperia Pagani e Compagni „ allaPag- 79-