equa stagnante ( fig. 8 ). Sia O il centro iligrandezza, ossia il centro di gravità del piano;sia G il centro di gravità comune del peso P,che agisce verticalmente all’ingiù sulla lastrae dell’opposta spinta all’insù dell’acqua con-tro il punto O, cosicché i momenti di tutte leforze si possano supporre raccolti in detto pun-to G. In line, sia mobile la lastra intorno unasse che la traversa in G per tutta la sua lar-ghezza ogni qual volta colla direzione GX sitrae l’asse con varie velocità, e con esso la lastraorizzontalmente.
Ridotto all’equahilità il movimento del de-scritto meccanismo si trova che nell’urto di-retto il centro di grandezza, ed il centro iliresistenza coincidono.
83. Quest’ effetto fu riconosciuto, e verifica-to dal Sig. Professore Avanzini il quale avver-ti che ,, in ciascuna sperienza dopo che 1’ an-,, golo AGX si è renduto costante, il centro,, di resistenza deve cadere sull’ asse medesi-,, ma che passa per G; poiché siccome tutte,, le forze agiscono nel punto G, se l’azione,, della resistenza cadesse fuori di G essa fa-,, rehhe girar tuttavia la lastra, il che è con-,, tro il fatto,,.
84 . Che però mediante uno stilo di ferro pian-tato orizzontalmente in tal sito, che feriva lalastra al termine della sua corsa equabile, eglitrovò che il punto G sul quale lo stilo faceva