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Volume III.
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no e ben battuto, e se occupa soverchia super-ficie, si abbandona, e si cangia potendo la li-nea, e si ritira ove il pericolo è uullo, o abmeno minore.

in. Non devesi giammai dimenticare dizappare, vangare, o arare il fondo, su cui de-vesi innalzare il nuovo argine ripurgandolo daogni erba, e sterpaglia, affinchè colla vecchiaterra s’ incorpori la nuova, e saldamente si u-nisca; e nel caso, che delibasi attraversare 1*argine con una tromba , o belone di legno, co-me da noi si pratica in molti luoghi, si avràcura di raschiare le tavole con diligenza perla migliore unione.

112 . Tale unione rendesi più salda, se siaprono tre fossi longitudinali ( fig. n ), alloraquando, come osservasi dall’ Abate Matemati-co Mari ( a ), il terreno, destinato a sostenere1’ argine, può tramandare sorgive. All’ eccezio-ne di tale circostanza si possono omettere ifossi longitudinali sopraddetti, tornando sempremeglio di abbondare quanto puossi nelle scar-pe, anziché di cercarne il risparmio.

113. Progredisca la costruttura degli argi-ni egualmente su tutta la loro lunghezza, etrovisi di giorno in giorno il lavoro alla me-desima altezza in tutti i punti, affinchè 1’ as-

(a) Idraulica pratica Tom. I. Sez. IV. $. XV,