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Volume III.
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gliezza naturale, e si lasci al tronco, che sivuole regolarizzare, la larghezza richiesta dallanatura indicata dalle più anguste sezioni ( §.257 ). Con tale artifizio è da credersi che in-trodotta la piena nelle sezioni proporzionate albisogno, cioè alla copia delle acque da scari-carsi, distruggerà i greti, i risalti, i dossi cheingombrano sensibilmente 1’ alveo, e fluirà li-bera arricchendo l’agricoltura colle sue bonifi-cazioni, e rispettando ad un tempo le ripe adja-centi a destra ed a sinistra che suppongonsidi uniforme resistenza.

25 g. Che se saravvi argomento per giudi-care che lo spirito delle acque sia spinto adinvestire una fronte in forza delle direzionisuperiori; che in conseguenza dall’ opposta par-te illanguidendosi il moto si formino alluvio-ni, che avanzandosi nell’ alveo stringano il fi-lone, e ne aumentino la foi'za e 1’ irruzione( Tom. I. §. itti ); che da ciò derivi tale va-rietà nelle resistenze, che impediscano alle a-cque di seguire un corso regolare e rettilineo( Tom. I. §. 176 ), e promuovano la corrosioned’ una sponda, che necessariamente rimarrà in-curvata, in tal caso conviene stabilire i pen-nelli in maniera, che mentre restringano sen-sibilmente le sezioni, dirigano ad un tempoil filone contro le alluvioni nemiche per di-struggerle.