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Volume III.
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1’ intestature, e delle magrissime all’ estremi-tà (a) ( §. 293 ).

352 . Fu con metodo analogo al precedente( §. 333 ) condotta la difesa del gran ponte delTaro sulla Emilia costrutto sotto la direzionemia incominciato nell’ anno 18 j 6 e compiu-to nell’ anno 1820; si determinarono a destraed a sinistra le due sponde naturali del Tor-rente partendo da una sezione presso che re-golare in Madregolo superiore alla detta stra-da Emilia di circa un miglio e tre quarti, eterminando ad altra simile sezione inferiored’ altrettanto in Viarolo. Servirono queste duelinee a stabilire la lunghezza di due traversan-ti insuperabili, amendue prossimamente orto-gonali all’ asse dell’ alveo, rivestiti con muro,costrutti con ciotti in malta di calce e sab-bia nella scarpa esposta all’ urto, intestati alleripe del Torrente e protratti fino alle due li-nee tracciate come sopra talché il traversantedestro riuscì della lunghezza di met. 4*9 edil sinistro di met. 52 C. Così fu assegnata 1 ’ am-piezza delle sezioni fra le quali il corso vivodel Taro doveva contenersi.

All’estremità di ciascun traversante si con-giunse con un arco circolare del raggio di

(a) V. la descrizione dei lavori eseguiti per l’innal-zamento dei due gran ponti del Taro, e della Trebbiapubblicata dall’Autore nell’armo i8a5 pug. 20 .