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385. S’ impiegano ancora i gabbioni, chesono corpi cilindrici, conici, o piuttosto pira-midali dell’ altezza di met. tre in quattro, tes-suti con vimini e pertiche pieghevoli dispostesulla circonferenza di un cerchio del diametrodi met. i. 5o circa, o meglio ancora agli an-goli di un poligono iscritto per impedire chei gabbioni, riunite le vimini, o pertiche tuttein una punta, acquistino la forma poligona inbase, e non la circolare, e non possano esserefacilmente smossi e rotolati.
I gabbioni s’ innestano gli uni dentro glialtri, e s’ investono a maggiore solidità dopodi averli gettati a terra e chiusi all’ estremitàcontessuto egualmente costrutto, e si riempionomediante alcuni fori lasciati appositamente dighiaja, di sassi, e di mattoni o sciolti, o iu cal-ce e sabbia per maggiore fermezza, e per piùlunga durata, quand’ anche le vimini s’ impu-tridiscano. Siano sempre i gabbioni disposti aguisa di pennelli, ed in modo, che colla loroopposizione alle acque correnti, possano que-ste essere respinte verso il mezzo dell’ alveo,e si possa ottenere il medesimo effetto di qual-sivoglia altro respingente.
Si sostituiscono ancora altri gabbioni dimaggiori dimensioni conosciuti sotto il nomedi burghe.
386. Ne’ torrenti minori si usano talvolta ipennelli a cavalletti, i quali sono altrettante pira-