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si e mattoni o sciolti, o in calce e sabbia permaggiore solidità.
3qo. In molte regioni, e particolarmente nelReggiano, si ha per costume di rivestire le ri-pe corrose con moli formati di sassi collocatia dolce ed estesa scarpa, e riuniti e frammischiaticon rami sottili e flessibili d’ alberi ( chiama-ti anche zerbaglie ), e sporgenti al di fuoridalle faccie degli ostacoli per rompere ed in-fievolire il corso delle acque, e per promuo-vere al loro piede deposizioni ( §§. 369, 370 ),ottenute le quali si rinfìancano i rivestimenti,e si avanzano le scarpe collo stesso metodo,cosicché a poco a poco, senza violenza, e grada-tamente si ottiene in fine 1 ’ effetto di rivolgereil corso verso il mezzo dell’ alveo e di ren-derlo innocuo.
391. Possono essere utili i traversanti in-nalzati a proteggimento delle fronti corrose perisnidare le acque dai seni formati dalla loroincursione, congiungendo alle loro estremitàdei pennelli convenientemente diretti e soli-di, come si praticò in circostanza dell’ erezio-ne del gran ponte sul Taro ( §. 35 a ).
ARTICOLO III.
DELLA FORMAZIONE DEI PENNELLINE’ FIUMI PERENNI
392. Nel Po, ed in altri simili fiumi con-siderevoli e perenni si preferiscono in oggi a