2.3o
cesso ( Tom. I■ §. 370. e seguenti ); o si trattadi allontanare i fiumi senza mutarne lo sboc-co, e queste inalveazioni si chiamano tagli cuisi dà mano o per rimuovere lo spirito dei fiu-mi dalle corrosioni 0 per trarre dalla loro vi-cinanza qualche vantaggio. Ora soggiungeremoquali cautele abbiansi a praticare per la pro-spera riuscita di quest’ ultima operazione.
4ofi. Levata 1 ’ esatta planimetria del corsodel fiume qualunque sia di cui vogliasi modi-ficare e divertire il corso, si osservi quale siala precisa direzione del tronco superiore al ta-glio, cui intendesi di accingere, quale sia ladirezione del tronco inferiore all’ effetto di de-terminare prima d’ ogni altra cosa, se il filo-ne è per raddrizzarsi naturalmente, 0 almenose puossi sperare, che il filone delle piene mez-zane sia per aprire profonde cavita, talché di-sertando dall’ alveo vecchio senza il sussidiodell’ arte possa valere ad aprirsene un nuovo( Tom. I. §. 124 ) e seguire la direzione retti-linea.
407. Ove debbasi intraprendere un taglio,si esamini la natura del terreno da scavare perconoscere se sia esso composto di argilla, se diterra vegetale, se di sabbia, in somma se dif-ficile o facile allo scavamento.
408. Sia riconosciuta la proporzione tra lalunghezza sviluppata della sinuosità da correg-gersi e quella del taglio che si propone, 011-