239
pronto e celere delle acque, è quella che lo-ro procura la massima pendenza, ed in con-seguenza la massima velocità, e che tale effet-to si ottiene col corso rettilineo conclude sen-za distinzione veruna, ed insegna essere la di-rezione rettilinea da anteporsi a qualunque al-tra per ben dirigere i fiumi, dal quale inse-gnamento deducesi naturalmente, che il toglie-re le sinuosità mediante i tagli rettilinei è ilmiglior partito, cui si possa appigliare per go-vernarli.
420. Pare a dir vero che da tale illazionenon si possa dipartire, dopo ciò che si disse( Tom. I. §, 108 175), essere cioè indole de’fiumi il seguire la linea retta, riflettendo ezian-dio, che il Guglielmini ( a ) asserì non poterei fiumi che corrono in linea retta divenire perloro natura tortuosi.
421. Devesi però considerare che tale pro-posizione si sostiene soltanto per vera ( sicco-me ne’ citati luoghi si avverte ) allora quan-do cagioni accidentali non sopravvengono va-levoli a disturbare il corso retto, ed a rende-re gli alvei serpeggianti. Fu perciò che il lo-dato Guglielmini ebbe a dire ,, che F obliqui-,, tà del corso de’ fiumi sia una necessità iu-,, dotta dalle cause parziali, che sempre con-
( a ) Natura de’fiumi Cap. VI.