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Volume III.
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soggetto a cangiamenti tali che assai malage-volmente si potranno essi conservare rettilinei.Il perchè il buon regolamento de’ fiumi esigeche si arrestino le ghiaie per quanto è possibi-le ne’tronchi superiori ( Tom. I. §. 173 ) on-de potere confidare ne’ raddrizzamenti inferio-ri, che si potessero, 0 si volessero intrapren-dere. Tale massima è conforme a quanto ci la-sciò scritto sulle cagioni delle inondazioni del-l’Arno il Viviani, come riferisce il Frisi ( a ), chegiudicò doversi attraversare, ed impedire in qua-lunque maniera il corso del fiume opponendo-si con opportuno artifizio alla discesa delle ghia-ie, e de’ sassi più grossi e più pesanti, ed ar-restandoli per quanto fosse possibile nelle par-ti superiori più elevate.

432. Per le quali cose il Frisi ( b ) sugge-rì che ogni prudenza vuole, che prima di de-terminarsi a qualunque inalveazione è meglioimpegnarsi pel regolamento dell’ alveo vecchiode’ fiumi; che 1’ impresa di un nuovo alveo bas-si a riservare per qualche caso straordinario,dopo di avere esaminata la situazione de’ ter-reni, la pendenza degli scoli, la qualità degl’influenti, gli effetti attendibili dall’ unione, edalla separazione delle acque ( Tom. 1. Sez.111. Cap. I. II. ).

(a) Luogo citato lib. FI. Cap. I.

(b) Architettura de’ fiumi e torrenti lib. V II. Cap. III.