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la loro lunghezza, ed in modo che le loro te»ste si trovino all’ altezza delle mezze piene so-stenute con traverse, tiranti, e filagne fermatecon caviglie di ferro, o grossi chiodi, serve atenere immobili le due palafitte, soprattuttola contro palificata.
Siccome poi a misura che la rotta AB vaingombrandosi, e restringendosi, succede pro-porzionevolmente 1’ ingresso delle acque nell’apertura superstite, con maggiore violenza, so-prattutto dove passa lo spirito del fluido tra-boccante, così le travi poste in GG devono es-sere con invincibile solidità e fermezza pian-tate, e bene unite a sostegno della contropa-lificata formando così un sistema della più gran-de resistenza che si suole chiamare dai prati-ci col nome di Castello.
464. Considerando lo Zendrini che per l’a-pertura d’ una o più rotte necessariamente ifiumi si abbassano almeno in poca distanza dal-le medesime, e riflettendo, che a misura ch’es-se si restringono, l’altezza dell’ acque va pro-porzionevolmente aumentandosi sopra e sotto,e nella bocca, 0 specchio delle rotte stesse, esupponendo, che siffatti aumenti sieno egualidappertutto avuto riguardo all’insensibile dif-ferenza delle altezze, comunque non siano ri-gorosamente tali, perviene egli ad un’ equa-zione di terzo grado, e giunge a determinare
Voi. HI.
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