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Volume III.
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ina di lui. Questa macchina è una delle piùsemplici, e delle più ingegnose lasciateci dal-T antichità.

XXXIX. La vite di Archimede ( che chiama-si eziandio coclea, e chiocciola ) consiste in uncilindro di legno intorno cui si avvolge un tu-bo di piombo a guisa di spira aperto alle dueestremità l’inferiore delle quali s’immerge nel-1’ acqua, la superiore la versa ove più piacemediante il seguente movimento ( fig . 88).

XL. Il cilindro attutato coll’ estremità in-feriore nell’acqua che si vuole innalzare, ed in-clinato sulla superficie della medesima si ag-gira intorno se stesso su due perni o col mez-zo di una manovella, ovvero d’ altro addattomeccanismo; entra 1’ acqua con tale artifizionel tubo, passa dall’ una all’ altra spira, e sgor-ga dall’ estremo superiore del tubo stesso nelrecipiente che deve accoglierla. Evvi di singo-lare in questa macchina, come osserva il Be-lidor ( a ), che 1’ acqua si eleva sempre discen-dendo.

XLI. La quantità dell’ acqua, soggiunge ilMazzucchelli, ,, che in pochissimo tempo solle-,, va da terra questa macchina è sorprendente:,, le chiocciole fabbricate a Leida nel 1786, e,, messe in moto per via di un mulino a ven-,, to diedero in un minuto 278 piedi cubici

(a) Architecture hydraulique Tom. I. §. 785.