Band 
Volume III.
Seite
496
JPEG-Download
 

49 6

XLIV. Dalla maniera con cui mettesi in a-zione la vite d’Arcliimede si comprende (§. XL),che rivolgendosi il cilindro intorno al proprioasse il foro del tubo, in cui 1’ acqua s’ intro-duce, sorte dalla superficie del recipiente e dàluogo all’ ingresso dell’ aria, e alla discesa del-1’ acqua tratta dal proprio peso verso la parteopposta alla direzione del movimento, allonta-nandosi così dalla spira inferiore: immergendo-si di nuovo il foro nell’ acqua, ne rientra por-zione nel tubo, ma essendosi la prima avanzatanella spirale circonvolta al cilindro, e non po-tendo essere raggiunta dalla nuova, rimane nellospazio interposto fra di esse uno strato d’ariaintrodotto nel tubo, come si è detto, nel frat-tempo che il foro inferiore si trovava fuori del-1* acqua. Continuata nello stesso modo la rivo-luzione del cilindro, s’ introduce 1’ acqua a va-rie riprese, talché resta sempre fra la porzio-ne d’ acqua attinta un tratto d’aria intercluso,finché giunto il fluido all’altezza, cui vuoisi e-levare, viene lo stesso dispensato con getti in-termittenti dal foro superiore. Dicesi arco idro-foro quella parte di spira, che attinge l’acquache s’ introduce nel foro inferiore, mentre visi trova immerso.

XLV. Sottoponendo particolarmente all’ana-lisi la vite Archimedea, si ottengono i seguentirisultati.

i.° Dipende la rettificazione del tubo spira-le curvato in elice da quella del circolo, ed un