narono i sassi per ben tre dita, ciascun d’ es-si perdè il peso pressoché di un denaro, e nonsi ottenne che lo stesso sottilissimo polviglio.Quindi supposto anche la velocità acquistatadai sassi nella discesa sul fondo de’ fiumi e-guale a quella della ruota, ed eguale eziandio1 ’effetto dello sfregamento, ben s’intende cheuno spazio molto maggiore della lunghezza de’nostri Torrenti dovrebbero percorrere i sassidel peso di dieci, o dodici oncie, ossia di de-nari 24° a 288, ond’essere del tutto consunti.Ritenuto, che la lunghezza della Parma perquel tratto, che corre in glnaja, è come, si disse(§. precedente) di miglia 00, ossia di bracciai 5 oooo; fatta la proporzione della lunghezzadi braccia 4267 a braccia i 5 oooo; come il pesodi 2 denari al quarto termine, si troverà il peso,che un sasso può perdere discendendo, appenadi un’ oncia e mezzo. Se dunque un sasso dioncie dodici, che percorre l’alveo della Parma,è lontano, mediante tale discesa, dal ridursi inpolvere, quanto più ne saranno lontani x sassidi maggior mole, fra’ quali alcuni difficilmen-te dalla forza dell’uomo si smovono.
143. Taluno soggiunge non potersi imitarel’impeto e la forza dell’acqua, da cui vengonoi sassi agitati, e l’uno contro l’altro spinti escagliati; ma se ìùfletterassi che le pietre, isassi, le ghiaje perdono nell’ acqua tanto peso,quanto corrisponde ad egual volume di acqua,Voi. 1 . " 8