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massima è la forza delle acque. Ora conside-rando che la loro azione per iscavare nonpuò avere luogo se non dove la larghezza èviva ed operosa, e che tale larghezza raggua-gliata si può riputare di metri ; 5 o, ed in es-sa 1’ altezza delle gliiaje di metri o, 20, si avràsulla lunghezza di metri 21000 ( lunghezzadel secondo tratto) un cubo di metri 63 oooo, lacui metà è di metri 3 i 5 ooo. Ma di questo stessocullo supponendone una quarta parte almenonon essere stata di recente accumulata, e do-versi riguardare o come nativa, o come abban-donata da lungo tempo nell’ alveo ( §. 147 107)
esso si ridurrà a metri cubi 236250; quantitàdi ghiaja, che in circostanza di piena, vienesvelta nel suddetto tronco, ove la forza delTaro riesce massima e distribuita ne’ tronchiinferiori.
Ma in questi pure le ghiaje di minor molesono svelte e trasportate all’ ingiù tino al li-mite, ove esse spariscono. Nel tronco dallaManubiola al Ceno di una lunghezza poco mi-nore del secondo tronco, ritenuta la stessalarghezza viva, facciasi che le ghiaje traspor-tate sieno un terzo del suddetto cubo, e per-ciò di metri cubi 78760, e nell’ultimo dal Cenoal limite delle ghiaje sieno un decimo dellostesso cubo, e così di metri 23626 a lunghez-za pari, e sulla effettiva lunghezza di me-tri 3 1000, che a quella del secondo tronco è
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