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Volume I.
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187
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che d’odiuario annidano sottole stesse. Impedi-to, o vogliasi dire arrestato il corso delle acquedalla fronte percossa, sono esse come si disseal §. 219 ribattute all’ insù, ma nell’ atto ,che i fili acquei rimontano con direzioni va-rie secondo la varietà dell’urto rispettivamen-te esercitato, succede l’incontro di questi co-gli altri fili che discendono animati dal motoprogressivo, e componendosi senza fine le forzedirette colle retrograde seguendo direzioni fraloro difformi , acquistano le acque a poco apoco un movimento circolare per uscire dallacurva corrosa, ed unirsi a quelle, che scor-rono nel mezzo dell’alveo. E siccome ad ogniistante, e per cosi dire in ogni punto succe-dono gl’indicati incontri e movimenti turbo-lenti , cosi nascono vortici ruinosi nel sensoverticale, ed orizzontale , che distruggono lesponde, e trivellano il fondo, cospirando arendere maggiori i danni dipendenti dall’urtodiretto. Veggonsi vortici chiamati ciechi piùdepressi nel centro che alla circonferenza afoggia d’imbuto, che rapiscono i corpi galleg-gianti , rendono pericolosa la navigazione , a-prono gorghi profondi.

240. Poiché (§. 243 ) la forza dell’acqua è pro-porzionale al quadrato della velocità, da cui èanimata, se chiameremo V quella con cui simuove in vicinanza di un gomito corroso, Tla tenacità della sponda, la forza dell’ urto