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lanciandosi isolate, e descrivendo una curvaparabolica ( se prescindere si voglia dalle resi-stenze straniere) che poi si frange, e si risolve,se assai notabile è l’altezza della caduta, inminutissime gocciole. Si ricordano le due ca-teratte del Reno, le molte del Nilo, le duedel Volgoda in Moscovia, 1’una del Zairo nelPongo. Famosa è la cateratta del Niagara nelCanada di centocinquanta piedi di altezzaperpendicolare, e della lunghezza maggiore diun quarto di lega, da cui precipita il lìume aguisa di furibondo torrente: le nebbie che siformano col cadere delle acque si scorgonoda cinque leghe lontano, s’innalzano fino allenubi, e percosse dal sole ne rubano i colori,e presentano uri' iride assai vaga. A piedi dellacateratta formansi vortici terribili, che non con-sentono la navigazione, se non se alla distan-za di due leghe.
3o3. Discese dalle pescaje nell’alveo sotto-posto, le acque in esso si raccolgono di nuovo,mantenendolo conformato, e fornito di larghez-za e pendenza proporzionevolmente alla lorocopia, alle materie miste con esse, all’ indoledel suolo. Per tal maniera parte il loro corso,quasi direbbesi, come da nuova origine e prin-cipio indipendentemente da tutti gli ostacolisuperiori, i quali, com’egli è evidente, non pos-sono per verun modo influire allo stabilimentodell’alveo inferiore.