la via; le alluvioni lungo l’opposta spondaMantovana protette da una punta saliente diterra forte posta al di sopra contro la spondadi Dossolo, e riputata pressoché invincibile,si rialzavano sensibilmente ad ogni piena , to-gliendo all’alveo la naturale sua ampiezza, estringendo lo spirito dell’acque sempre più adanno della piarda investita; il loro rigonfia-mento e la conseguente caduta erano effettispaventosi, ristretta la sezione a soli metrij4o, e divenuti i gorghi della straordinariaprofondità di metri 22 , 5o in tempo di magra;gli argini distrutti si andavano mau mano rin-novando con ritiri sui campi, ma anche questipiù presto erano ingojati, che compiuti. Ge-nerale era la desolazione di que’ popoli, e benprevedevasi, che lasciata senza freno una si rab-biosa corrosione, ben presto Luzzara sarebbesiricordata come un tempo esistente; e che fat-tosi inevitabile il disalveamelo del fiume de-vastatore, quell’agro fertilissimo sarebbe di-venuto suo dominio, non che gran parte delMantovano a danno di Gonzaga, Suzzara, Pa-ludano ecc. fino al torrente Secchia oltre SanBenedetto di Polirotie, rimanendo esposta alleirruzioni delle piene anche porzione del Mo-denese. Un sì formidabile rischio consigliavaad intraprendere solidi e ben architettati la-vori, valevoli a spingere il Po verso il mezzodell’alveo, ed a mantenervelo, correggendone
Schliessen