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Volume I.
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283
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365. Comunque tutti i predetti effetti d’or-dinario si ottengano dall’unione di più fiumi,pure ond’ essi non manchino, oltre essere ne-cessario che la copia d’acqua tributata dagl’in-fluenti abbia una proporzione sensibile conquella del recipiente, fa di mestieri che le spon-de ed il fondo sieno cedevoli alla forza scavatricedelle acque, poiché nel caso opposto di moltaresistenza potrebbe verificarsi, che l’alveo rima-nesse bensì alcun poco scavato, ma ad un tempol’aumento dell’ acqua potesse produrre un’al-tezza maggiore dell’abbassamento dell’alveo.

366. Inoltre muovesi dubbio ancora da ta-luno, se l’accrescimento di nuove acque, mas-sime se torbide, in un fiume possa accelerareil prolungamento dell’alveo, o come si suoldire della linea, rendendolo più declive, tal-ché lungi dal migliorarne la condizione, la peg-giori soprattutto trovandosi situato lo sboccoin una spiaggia di mare di poco fondo. Togliesiffatto dubbio il Manfredi colla seguente di-mostrazione (a).

Sia AB ( tìg. 34) il fondo del fiume in cuisi vuole introdurre l’altro, B il suo sbocco inmare. Si tiri l’orizzontale BG, e pongasi cheil fiume AB sia atto colle sue torbide a prolun-gare V alveo in un dato tempo; v. g in dicci anni

(a) Annotazioni al Cap. IX.