291
sulla loro applicazione dell’ Ispettore Ingegne-re in capo Bancaldi di Bologna (a).
371. Onde accertarsi della l'elice riuscita disimili operazioni fa d’ uopo riferire prima ditutto i fiumi, il cui corso vuoisi cangiare, airecipienti, che li devono ricevere. Oltre nondoversi giammai introdurre un fiume che cor-ra in ghiaja in altro, il cui fondo sia areno-so (§. 369) devesi eziandio osservare come sicombinino le piene rispettive. Fa d’ uopo, av-verte il Manfredi ( b ) ch’esse concorrano, econfluiscano nel letto comune, onde colle loroforze così combinate possano produrre l’effettodello scavamento. Se le piene non s’incontra-no ad un tempo stesso può accadere di leg-gieri che l’alveo del recipiente resti ingombrodalle materie in esso trasportate dall’influente,e peggiori di condizione a riguardo del dila-tarsi, che allora dovrebbe fare la piena di unsolo fiume per una larghezza proporzionata adamendue i fiumi uniti.
372. Inoltre il nuovo alveo da scavarsi de-vesi fornire di tale pendenza ed ampiezza disezione proporzionata alla portata del fiumeda introdursi. L’esame delle condizioni tuttedell’alveo vecchio stabilito, ove non sia sog-getto a regurgiti, o ad alterazioni indotte da
(a) Dell’inaiveazione dei Torrenti arginati.
(b) Cap. I.Y. Natura de’ fiumi.