eccettuato il caso in cui la superficie del re-cipiente trovasi posta al disotto della sezionedello sbocco dell’influente, che perciò rimanelibera, siccome si è più sopra (§. 4 12 ) dimo-strato.
416. Rendesi eziandio manifesta la ragione,per cui una piena acquisti verso lo sboccomaggiore pendenza in superficie di quello chesia nelle parti superiori, e perciò ivi mostriminore altezza. Discendono le acque delle pie-ne accavallate le une sopra l’altre, l’invito, ochiamata dello sbocco ne inclina la superficie,e ne aumenta la velocità; quindi la loro al-tezza necessariamente decresce, ed il decre-mento riesce tanto più sensibile, se le sezionisoffrono dilatamento, 0 la loro larghezza nellostato ordinario del fiume sia in parte morta( S- i 3 7 >-
417. Per la qual cosa spiegasi come si ve-rifichi un singolare fenomeno, ed è che tro-vandosi povero delle proprie acque, e ripie-no di acque regurgitate l’ultimo tronco diun fiume, sicché poco di vivo rimanga allesponde ed agli argini, e faccia temere ai mal-esperti dell’insufficienza dell’alveo, ove unapiena sopravvenisse, ciò nullameuo non avve-rasi il temuto danno, mettendosi in moto, edirigendosi allo sbocco l’acqua dapprima sta-gnante ed immobile. L’ acqua che si gonfianelle parti superiori spinge quella, che si trovaallo sbocco, e ne accelera la velocità.