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mancagli la forza di spingere avanti le ma-terie straniere, le abbandona , interrisce d’as-sai più la foce, e l’innalza.
442. Diminuita inoltre la profondità all’in-gresso de’ fiumi nel mare, più facilmente ivisi smuovono, ed innalzano le sabbie dalle bur-rasche, che poscia trasportate agli sbocchi senon ne compiano il chiudimento, li rendono piùingombri e meno profondi, di quello che av-verrebbe scaricandosi le acque nel mare, o peruna sola bocca, 0 per un numero di bocchedeterminato in modo, che rimanga al fiumeforza sufficiente onde conservarsi, uno 0 piùsbocchi abbastanza aperti ed operosi per po-tere liberamente penetrare nel mare.
443. Non ponendo un limite al numero deglisbocchi due danni ne conseguono: la cadenteche compete ad un fiume essendo determinatadalla posizione ed altezza dello sbocco riferitaall’origine, egli è visibile, che rialzandosi la focesi diminuisce la rammentata cadente, che non siriacquista dal fiume stesso se uon coll’inter-rimento del proprio alveo nelle parti più alte.
Il secondo danno consiste nel prolunga-'mento dell’ alveo cagionato dalla maggiorequantità delle terre trasportate in vicinanzadelle spiaggie, a motivo del languido ingressode’ fiumi nel mare, ciocché tauto più facil-mente si verifica, quanto minore è la cura diregolarne gli sbocchi.