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Volume I.
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di tempo in un altro, nè puossi giammai total-mente distruggere.

464* IlSig. Zuliani, che come si è detto (3437)nelle presenti disquisizioni ini è piaciuto se-guire, distingue; o trattasi di un fiume reale,dove la natura abbonda di forza, ed in questocaso non torna metterla in violenza seguendolaprescrizione del Bossut, potendosi anche col-le sponde, o argini paralelli, e forse anchedivergenti ottenere, e conservare una foce pro-fonda quanto ricliiedesi per la libera naviga-zione eziandio fuoridei tempo delle alte maree.

O trattasi di un fiume minore, e di scarseacque, allora conviene il mantenere ristrettoil nuovo alveo verso il mare più dell’ordina-rio, e ridurne le sponde un po’ meno fra lorodistanti verso il termine inferiore (non poten-dosi temere verun inconveniente dalla sover-chia strettezza ) onde mantenere tutta la pro-fondità possibile alla foce ; prendendo normaper non eccedere nella strettezza di quest'ul-timo tronco dalla larghezza dell’alveo superio-re, dalla quantità d’acqua fluente, e moltopiù dagli sbocchi antichi, se ve ue hanno, edabbandonati.