tri uomini non meno illustri, che atrocementeil combatterono ( soprattutto il francese Ber-narde ), e lo riguardarono come una veraillusione.
55i. Se le acque, dicono questi ultimi , cor-rono più veloci verso il fondo che alla super-ficie, rimarranno dunque gli strati superioriprivi di sostegno, si sprofonderanno , e for-meranno una cavità , una specie d’ infundiboloprogressivo simile a quello che vedesi allasuperficie de’ vasi, qualora con impeto spic-cia 1’ acqua da un ampio foro aperto nel lorofondo.
55a. Non ben s’ intende, come le due ca-gioni, da cui la velocità delle acque correntidipende, la declività dell 1 alveo, cioè, e la pre-mente altezza viva del fluido, non agiscanogiammai combinate, ma soltanto in ragione diprevalenza, riflettendo che le leggi di naturasono sempre attive; conseguentemente sia piùtardo, sia più veloce il fiume, non dovrebbegiammai venir meno l’azione della pressione,come non manca di premere il suolo, e gra-vitare su di esso un carro, comunque ne siaassai sollecito il corso.
553. Essendo gli alvei dei fiumi successiva-mente meno inclinati partendo dall’ originealla foce, mentre l’altezza si va aumentando,si fa manifesto, che l’acceleramento prodottodalla declività dell’alveo diviene successiva-