„ I NC ENZTIO VITIVI. 33
ce; alfinchè il rimanente del ſuolo rico pertoſi derbe, e ri-
dottoſi a Prato, e paſtura, vi continui ſtabile, e fermo.
Non comprendo gid, fra le dette Valli riſ pondentiin Arno, le coltivate a viti, ed a flutti, perchè io leſuppongo elette a cid come piu ferme di ſuolo. E
ben vero che queſte Coltivazioni richieggono quaſi
tutte moderazione, per eſſer per lo più fatte ſecondola pendenza maggiore del Monte, ſenza ritegao diſpeſſi muri attraverſo, o in tralice, ſenza acquidoccj,o cos radi, e mal ſituati, che gid per eſſi l acque pio.vane conducon ſeco quel poco buon terreno, che vi
era allorachè il Monte; 6 1 Colle fu diboſcato; onde
queſto ben preſto ne divien come ſcheletro, e le Col-tivazioni, rimanendo ſcalzate, vi ſi diſperdono-
E percid io non inteſi mai per qual ragione I indu-ſtria degli Abitanti, al diminuirſi la negoziazione, al-lorchè preteſe di render pi fruttiferi i proprj fondiboſcati, non ſi applicaſſe più toſto alla coltivazione de-gli ulivi in aſſai maggior copia di quel che fece; men-trechè, quaſi tutto I ſuolo de mezꝛani Monti, e deColli; de quali conſta per lo più la Toſcana, è amicodi queſta pianta, e Cielo, e Clima non le è nemi-co, anziꝰ nella parte maggiore le è ſommamente be-nigno; e mentre, fuor della prima ſpeſa nelle foſſe, onelle formelle, queſta ſorta di Colto ne richiede poc al-tra„ e la vite la vuol grande, e continua. Convenivabens, che, nel far queſti Vliveti dove erano prima iboſchi, e ſi foſſero contentati di non voler ritrarre daque fondi oltre all olio, anche I vino, le frutte, iſrumenti, e le biade; vedendoſi in molti luoghi che
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