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Discorso al serenissimo Cosimo III ... intorno al difendersi da' riempimenti et dalle corrosioni de' fiumi applicato ad Arno in vicinaza della città di Firenze / di Vincenzo Viviani
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chi che ſia; benchè addotta ſedici anni fa in un mioDiſteſo trattante di ſimil ſorta ripari, non doyeſſe ap-pagar la fantaſia di chi lo ſoppreſſe. Queſta& che,ſiccome in quel ſito dove ſi pon quel Cantone, o quelſalſo di Cava, non ſi trova pur uno fra que milioni diſaſſi ſtativi condotti dalle piene, che ſia del peſo d al-cuno di que che vi ſi portàano appoſta, cos, non aven-do eſse piene avuto tanto vigore, e forza di natural-mente condurvene, come F aveano avuta, ed anchemoggiore, allorachè del medeſimo, e di maggior peſodi man in mano; ſe ne ſgravarono pid, e più alto nelmedeſimo letto d Arno; non la potranno aver ne menoper iſmuovere, ſollevare; e condur pii lontano quellemoli, di peſo tanto ſuperiore, traſportate quivi dall ar-te. E ben vero, che, potendo eſse piene ſmuovere,ſollevare, e portar più innanzi la materia minuta, ſula quale i ſaſſi o i Cantoni poſaſſero, ſarebbe ancheneceſſario, come diſſi, che queſti ſcendeſſero ad occu-par quel luogo tenuto dalla detta rena, o ghiaia, e co-si vi ſi profondaſſero, o che per mancar loro il ſoſte-guo dalla parte dinanzi prima che da quella di dietro,ell progrediſſero alquanto, o che alcuno de ſuperiori,ſdrucciolando, paſsaſse avanti agl' inferiori, come ionon nego che ſpeſso avvenga: ma perchè queſto ſca-

vamento, e ſmuovimento di materia piu leggiera, non

può continuare in perpetuo, ma poche piene dopoHiniſce, que corpi tanto più gravi che vi ſuccedono,

arrivano una volta a trovar il fermo, e giuntivi, edallettatiſi, ceſsa la lor diſcenſione, e coll aggiun-

ta di nuovi Cantoni ſopra, o di ſaſſi di 5 5 50 ll

avo-