PREFAZIONE,
lar dì cosa , di che ho già scritto cotanto , che ne son sazio oggt-mai . E ben sapete , eh'io era fermo e diliberato , sin da quandoposi fine a questi scritti nojosi, levarmeli dinanzi gli occhi, e perristoro della fatica passata non ragionarne più altro. Fu pur talora»eh’io pensava di torli affatto dal mondo, non potendo patir di ve-dere fra le mie carte cotanti errori, benché d'altrui, e come spe-ro , da me svelati e corretti . Altra ragione con maggior forza diciò fare mi consigliava ; ed era il dubbio d'aver talvolta , controal proposito mio, importato dalla materia, valicati i confini dellamoderazione in giudicare d'altrui . Perciò ho voluto , che li mieiscritti posatamente si esaminassero e correggessero da un savissimoReligioso , e dotto al sommo, e fedele : e sappia ognuno , che sepur tuttavia , come non credo per certo , vi fosse cosa che ingiu-stamente offendesse l'onor d’alcuno, ora per sempre io la condan-no e rigetto . E qui volgendosi agli altri : ma poiché piace , ( eisoggiunse ) agli amici , che vivano dopo me le Annotazioni , lequali ho fatte sopra il Catalogo de’ libri volgari , che Mons. Giu-sto Fontanili! ha distribuiti in varie classi nell’opera della ItalianaEloquenza ; vuol ragione che ognun sia chiaro, come, quando, eper qua 1 motivo io m’inducessì a dettarle da prima , e al presentesia persuaso di consegnarle, quali esse sono , alle sta mpe. E voi co-là da quel canto , eh’ avere - darò miuirvo a un ragionamento chenon può esser sì brieve , in péna della noja che a sì gentili Signorirecheranno le mie parole, ascoltate attentamente, e notate.
Prima di tutto io ben conosco, che ai partigiani e ai nemici dilui dispiaceranno egualmente; a quelli, perché più volte il ripren-do, a questi , perché non lascio di commendarlo quando che sia .Ma sia con pace degli uni e degli altri ; che io solo intesi d’affa-ticarmi in onore della nazione Italiana , e a benefizio comune de-gli studiosi ; al qual fine ho indirizzate tutta mia vita le mie fati-che, e giunto essendo oggimai ali’anno ottantesimo secondo, eva-le a dire quasi toccando colle mani la meta degli umani travagli ,non so pentirmene tuttavia . Sappiasi dunque , che sin da quandoil Fontanili! diede in luce la prima volta la sua Eloquenza; ciò funel ìjoó ; io come amico che gli era , e sempre ancora gli sonostato, postillato, secondo che mi parve necessario, Fesemplare chemi donò , gliele diedi in man propria , che in Venezia si ritrova-va di ritorno per Roma . Profittò egli dell’ amichevole diligenza ;e levò parte degli errori indicati , parte gli piacque di ritenere :anzi in questo suo libro novello notò alcuni miei erroruzzi , e ciòRon sempre apponendosi al vero, siccome, se non m’inganna Tas-setto S