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Tomo primo.
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18 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

to nome di Filippo di Terranegra, che vuoldir Melantone , averlo fatto stampare inVenezia, e impunemente sparso per qual-che tempo in Italia, e in Roma stella,dove poi fu bruciato per mano del car-nefice. Di ciò parlano lo Scaligero [ Sca-ligerana pag. 542. ] e il Cardinale SforzaPallavicìno [ istoria del Concilio di Tventolib.xv. cap.%. infine, cdiz.II .] che ci-ta gli atti delle deposizioni del Castel-vetro. Il Borghini , veduta questa Giun-ta , ne diè parte subito al Varchi il dì9. Maggio , avvisandolo , come il Castel-vetro correggeva , biasimava , 0 finiva leProse del Bembo , e che al solito suoprocedea molto sottilmente , scrivendo nel-le cose di questa lingua , tome gli scola-stici in quelle supposizioni e logiche diPietro Ispano . Che la Giunta era unadottrina scolastica , e che se prima essoEorghini avea riscaldato il Varchi ascri-vere sopra la differenza, nata fra il Ca-ro , e il Castelvetro y e quando poi que-sti fi fuggi di Roma con tanto pregiudi-ciò della persona , e dell' onore e nomesuo , ve lo sconsigliò affatto, per non pa-rere , che andasse a ferire un morto ,quale riputavasi il Castelvetro y ora con-siderate le circostanze, mutava pensiero,

Note di Àpo

lascio il carico a chi più di me vi ha in-teresse ; mentre altro scopo non mi sonoprefisso in queste mie Annotazioni, se nonquello di correggere il libro di lui , ovemi paresse che bisogno avesse di emenda ,ovvero d’ illustrarlo , ove più mi cadessein acconcio. Il Cafielvetro, uno dei prin-cipali oggetti della sua collera, ma chetale non era un tempo , allorché in altrasua opera ( Aminta difeso pag. no. ) lodisse \'Incomparabile Cafielvetro, e dallacensura di Andrea Dacier lo difese , comeuomo di vasto e gran sondo ; ha avuto undotto Scrittore della sua vita , e un va-lente avvocato della sua causa. Per quellopoi, che concerne lo Stampator Venezia-no, essendosi questi col parere, e consen-so di sagge , e intelligenti persone messo

riconsigliandolo a tirare avanti il sii»Dialogo delle lingue , non già per con-tradire al Castelvetro , se talvolta dices-se il vero , ma per confutarlo dove in-segnava il falso . Che il Bembo aveascritto tanto gentilmente e coti tanto gu-sto di questa lingua, che era uno stupo-re , e tacessero pure i prosontuofì , cheavevano avuto animo di tassarlo , nonmeritando di nominarlo . Che il proce-dere del Castelvetro era molto incivilecontro alla persona di quell' onoratissimoSignore y e che era ftitico e sofijla nelmodo d'insegnare y malizioso poi , 0 vo-gliam dir cavilioso in certe parti , sicco-me il Borghini va dimostrando con ag-giungere , che Y Accademia Veneziana sifarebbe parimente fatta sentire . Questoed altro scrisse il Borghini al Varchi, eaffai piò ne scriverebbe ora , se soste avedere sì fattamente rinnovati gli oltrag-gi del Bembo anche nella sua gloriosapatria con altra edizione in foglio gran-de , in cui le Prose si veggono caricatedelle vecchie .contumelie , già stampatein Modana e in Bastlea y e di altre an-cora non piò vedute , talché le Prosenettamente non si rinvengono , e parproprio un disegno di voler di potenza,

che

stoio Zeno.

ali’ impresa dì pubblicare in un sol corponon solo l’opere tutte del Bembo, salatinecome volgari, le quali andavano disperse,ed erano .assai difficili a potersi avere ,ma quelle ancora che sopra gli scritti dilui erano state da più valentuomini com-poste ; per soddisfar pienamente al suo im-pegno, e alle comuni richieste, non volletrasandarne alcuna che fosse stimata de-gna ; e perciò vi ha opportunamente in-serite le Chiose, o sia Note di CelsoCìtta-dini , le Osservazioni di Giambatifla Ba-stie , il Metodo di Marcantonio Flaminio ,con la giunta di varie lettere e poesie delBembo, che in varj libri andavano primadisperse. Doveva dunque lo Stampator Ve-neziano prevedere, e dar mano agli scru-poli dell’unico Oppositore, escluder dalla

rac-