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Tomo primo.
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37
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LaGramatica. 37

si) Fondamenti del parlar Toscano di Rinaldo Corso . In Vene-zia per Comin da Trino 1549. in 8.

- - - In Roma per Antonio Biado 1564- in 8.

(2) Discorso di Ascanio Persio intorno alla conformità della lin-gua Italiana con le più nobili antiche lingue , e princi-palmente con la Greca. In Venezia per Giambatijìa Ciot-ti 1592. in 8.

- - - In Bologna per Giovanni Rojfi nell' anno flesso 1592. in 8.

edizione migliorata .

(2) Il Bar gasi vs\.T marnino pag. <55.loda il Persia , che fu da Muterà : e illoda parimente Andrea Scotto nel lib.V.delle Osservazioni a capi xxviil. e Ga-sserò Sdoppio nelle Anfotidi pag. 243.e 266. Compose P Indice de’ poemi diOmero, e ne su stampata una parte in

Bologna da Giovanni Rossi nel 1597.in 8. (a). Antonio Persio , altro uomodottissimo , fu fratello di Ascanio ( b ).Io ho voluto dir questo per non vederfatta menzione alcuna di sì chiari fra-telli nelle Biblioteche Napoletane del Top-pi , e del Nicodemi.

Note di Apostolo Zeno.

essere in Firenze chi pensava d’impugnareil Dialogo , e che il Salvìati era dispostoa prenderne la difesa. Può essere che perquell’ oppositore si abbia ad intendere ilMuzio , autore della Varchina . Non soche altri abbia impugnato VErcolano.

(1) Non molto dopo furono ristampatii Fondamenti del Corso , non prima vedaticorretti e accresciuti , come si legge nelfrontispizio di quest% ristampa , fatta inVenezia in ottavo fenz’anno e Stampatore.Dietro al frontispizio sta il seguente av-viso : Alla correzione di quefìo libro ogniuom fi attenga , e non ad altra nè scrittane stampata. Io Rinaldo Corso. Questa im-pressione , omessa dal Fontanini , benchédegna di esser rammemorata sopra qualun-que altra, porta impressa nel titolo l’in-segna della Gatta, usata dal Sesfa , e talquale si vede nell’edizione del 1549. usci-ta col nome di Comin da Trino; ma nelrimanente diversa. Qui non ci è \' erratacome nell’altra, essendone stati emendatigli errori. Altrove si averi occasione di dirqualche cosa di Rinaldo Corso.

(2) Incomparabil tesoro per la linguacomune d’ Italia sarebbe stato il Vocabola-rio Italiano , che AJcanio Persia andava com-pilando con lodevole industria e fatica ,ove con la lettura , e coi rincontro de’

più accreditati antichi Scrittori Greci eLatini andava notando (pag. 10. ) le molteconformità del loro idioma con la nostralingua Italiana , e dice Italiana per nonessersi voluto ristrignere dentro i terminitroppo angusti della Toscana . In quest’opera (pag. 37.) egli prometteva di met-ter in chiaro lume l’origine di molte vo-ci della comune, che appresso molti eranoin concetto di forestiere , con obbligo dimostrare, che non derivano nè dal Goti-co, nè dal Vandalico , nè da altro barba-ro idioma , come neppure dall’ Ebraico ,o dall’ Araméo , donde alcuni ( oltre alGiambullarì ) erano di parere, che la no-stra lingua ricevute le avesse , parecchiedelle quali venute, secondo lui, certamen-te dal Lazio, in questo suo discorso leggonsiregistrate.

(a) Vindice di Ascanio Persio de’poemi,di Omero non si stende oltre al libro ladell’J//We . Egli lo travagliò con molt-diligenza, e ben ragionato, a imitazionedi quello di Virgilio fatto dall’ Eritrèo , eper tal sua fatica vien egli lodato dal gio-vane Aldo con una lettera in latino , eda Massimo Margunio, Vescovo diCerigo,con altra in greco.

(fi') Antonio Perso fu Accademico Lin-ceo , e di lui parla con gran lode Eran