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Tomo primo.
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Bilbioteca della Eloquenza Italiana.

no eternate anche le increanze de 1 Gran-ài , benché forse involontariamente se-guite per colpa de’ Segretarj , o di altriloro ministri. Dice l ’Alunno di aver per-fezionate le sue Ricchezze col giudiciofra molti altri del Muzio , del Ruscelli ,di Paolo Manuzio , del nostro rinomatoGiureconsulto Tiberio Deciano , t&An-tonjacopo Corso , le cui Rime , dedicateda Giuseppe Orologi ad Ercole Bentivoglio ,furono da lui meste suora in Veneziaprestò Comin da Trino nell’ anno 1550.in ottavo . Sarebbe gran pregio di que-sti due Indici dell’ Alunno , lè fi potestetrovar modo di adattargli a tutte sedi-zioni del Petrarca , e del Boccaccio , sic-come quel!’ altro insigne , e furiere ditutti gì’ Indici , di Niccolo Eritreo , Giu-reconsulto Veneziano , stampato la pri-ma volta in Venezia da Giovanni Anto-

Note diApo

nese la falsa data degli 8. di Febbraio 1557.c quindi tu tratto in errore il nostro Pre-lato per credere , che la prima edizionedelle Ricchezze soste l ’Aldina del 1551.S’egli però aveste fatta attenta riflessione,che dal 1551. al 1557. non erano corsi gliotto anni , ne’quali V Alunno asserisce diaver già dedicato al Cardinale la primavolta il suo libro , sarebbe agevolmenteentrato in sospetto, che quella data mes-savi dal Gberardo non poteva sussistere ,poiché l ’Alunno , esattamente parlando ,avrebbe detto di aver dedicata al Cardi-nale l’opera sua sei anni avanti , e nonotto . Oltre a ciò Monsignore si sarebbemeglio chiarito di tal falsità del Gherar-do , se degnato si fosse di dare una sem-plice occhiata aH’edizione Aldina del 1551.poiché quivi avrebbe osservata la stessaflessissima lettera dell’ Alunno al Cardina-le Farnese Con la vera data dei 15. Lu-glio 1551. nel qual tempo con tutta ragio-ne , e con giusto computo poteva dire diavergli dedicate otto anni avanti le sueRicchezze : tanti appunto essendone corsidal 1543. ’ n cu ' gliele indirizzò la primavolta dalle stampe dei figliuoli di Aldo .Ed ecco il male e la confusione, che ca-gionano gli Stampatori e i Libra; col mu-

nio Niccolini da Sabbio nel 1538. in ot-tavo , a cui nell’ anno seguente venne ap-prestò sedizione di Virgilio co richiami,e con le ciriole dell’ Eritreo , fatta dalmedesimo Stampatore, fu poi accomoda-to a tutte s edizioni delle opere di Vir-gilio ; e similmente quello di Tommaso1 reterò a tutte s edizioni di Orazio .Questi Indici con quello di Oberto Gi-sanio a Lucrczio , e col Vitruviano dell’Abate di Guastalla Bernardino Baldi ,sono istruttivi, e nelle occorrenze mol-to opportuni agli studiosi (a) ; e in som-ma fono altra colà , che i moderni ,soggiunti agli autori ad u 'um Delphini .Ma per giungere a fargli, come gli ad-dotti , ci vuole indugio , e non quellagran fretta , che da molti si pratica .Passiamo ad altro maggiore Indice dell’Alunno .

stoio Zeno.

tar la prima data della dedicazione deilibri : disordine in altri simili casi , e dame altrove non senza indignazione avver-tito. Non così praticò Gìammaria Bonet-ti , onorato Librajo Veneziano , nella ri-stampa da lui fatta Panno 1535. in fogliodi queste Ricchezze , nella quale si guar-dò dall’alterare la sottoscrizione della let-tera dell 'Alunno, lasciandola tal quale lasegnò 1’ autore nella seconda impressioneAldina del 1551. Quel Jacopo da Ferrara,medico del Sommo Pontefice Paolo III.del cui mezzo si valse P Alunno per farpresentare le sue Ricchezze al CardinaleFarnese, altri non su, se non Jacopo Buo-nacojji , suo intimo amico , lodato da luinella Fabrìca alla voce Roma , ove essoJacopo venne a morte ai 4. diGennajo nel1533. come si ha dall’epitaffio postogli nel-la Chiesa di San Pietro in Monto, io, ripor-tata dal Cav. Prospero Mandofio ( T heatr.Archiatror- Pontis. pag. 103.) . L’ Alunnopiù volte andò a Roma, ma più con ispe-ranza, che con fortuna. La morte di Cle-mente VII. che lo avea fatto suo famiglia-re , tagliò la strada ad ogni suo avanza-mento .

(-?) A norma dell’Indice dell’ Eritrèo at-testa Ascanio Persia di aver lavorato il suo

Greco