98 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Topica delle figurate locuzioni. In Venera per FrancescoRampazgetto i $óo. in 8.
(*) . , Due trattati , l'uno delle materie , che possono veniresotto lo siile dell’ eloquente , e l’altro dell’ Imitazione( contra il Ciceroniano, dialogo diErasmo, già suo ami-co , ma non in questo. ) In Vinetti presso il Farri 1544.in 4.
nato nel castello di Zoppolct , nobil feu-do della casa di tal nome . Esso Cam-millo dopo iGreci, e i satini su il pri-mo a tentare 1’ impresa della memoriaartificiale, allo scrivere di Pansilo Persi-co nel Segretario libro I, cap. ix. Qui,
se ci fosse luogo, si potrebbono dire di luimoltissime altre cole ( a ).
(*) Il Cammillo trovandosi in Francia,chiamatovi dal Re Francesco I. mandaquesti due Trattati ad Ercole II. Duca diFerrara : e stanno anche tra le sue accenna-te opere.
Note di Apostolo Zeno.
(s) Io ne dirò moltissime nella Vita dellVIuzio, che con lui ebbe stretta amicizia,e che sei vide morir fra le braccia im-provvisamente in Milano ; ma non so , setutte saranno conformi al sentimento , chene avea Monsignore . L’essere estimatorede’ grand’ uomini è giustizia : ma lodarliin tutto , e dissimularne j difetti , è vi-zio, adulazione, ed errore.
(*) L’anno 1544. in cui sono impressiquesti due trattati del Cammillo, fu fini-timo della vita di lui, arrivato già oltreal sessagesimo, che che dell’una e dell’al-tra particolarità sia stato da più Scrittoriasserito in contrario . Il primo di questidue trattati è come una fposizione, o uncemento di quel Sonetto del Cammillo so-pra la venata di DonErcole nella Signoriadi Ferrara, il qual Sonetto si ritrova an-che tra le Rime di lui, e comincia,Sparse d 1 or i' arenose ambedue cornaCon la fronte di Toro il Re de' fiumi ec.V altro trattato, che nel principio è man-cante, non è altro, fuorché un 'Orazione,che cosi parimente la chiama WCammil-lo , in difesa dell’ imitazione contra il Ci-ceroniano di Erasmo, che in questo suo dia-logo fi avea riprovata . Quivi egli parlamodestamente di lui , col quale era statofamiliarissimo già molti anni in casa delvecchio Aldo , persino a dormir seco nelmedesimo letto , Erasmo in una lettera aVìgilio Zuìchemo ( Epist. CCCLXX. col. 1754.
edit. Lugd. Bat. ) scritta da Friburgo nel1533. molto risentitamente parla di GiulioCammillo, supponendolo autore di un’Ora-zione stampata in Parigi , piena d’impro-peri contro di lui . Egli è bene udirne leaccuse, per formarne pisi sondato giudicio:De Julii Camilli libro mirar tstic muffitavi ,quum LUTETUE Excusus volitet per om-nes regiones . Non perlegi totum , tantumcarptim degustavi: totus a capite usque adcalcem scatet impudentissimi! mendaciis, &plmquam furiosi! Convitìis. Ncque Jibi con-stat, neque quicquam cabaret . Ajfumit mehoc egijs , ut obliterato M. Tulliì nomine ,me a uniut script a legerentur . Alt libro!LUTETlflE publìcitu! suijse exusto!, ignemfubjiciente carnifice . Alt me apud Aldumservi homini! fui [se funSum officio, hoc est,le&ori! , quum apud Aldum nibil legeremprater penultìmam forman , fi quid vellemaddere . Aldus legeoat post me , idque tan-tum in mei! Adagiis , qua fimul & a mescribebantur , & ab Aldo excudebantur . Aitvix temperatum amanìbu!, quod in ea mensasederem, quum sederem supr a Asulanum , &Aldum, quumque fummo studio hoc egertnt,ut absolutit Adagiis me mense! aliqv.ot re-morarentur. Quadam in loco citan! Aristo-telem, ait, hac ti hi non dico, tu non legi-sti Aristotelem Crace ac Latine . fitticimulti! ? Omnia superant quemvì! Orestematque Ajacem . Est LUTETUE ( Natali! >Bedda ubi notu! , qui sto furit odio , ut
nibil