ioz Bilbioteca della Eloquenza Italiana,
(*) - - E con altri non più stampati . In Venera presso RobertoMesetti i %g6. in 4 , edizione III.
Ingolfo Conte de' Conti , di cui lo Spe-roni su avolo materno, dedicò questa co-piosa edizione al Cardinal Pietro Aldo-brandini ; ma egli fu si mal servito nel-la stampa, che bisognò fare una gran ta-vola d’ errata nel fine r la quale nè an-che balla ; e ti Conte Ingolfo nel titolodi està esibisce gli originali per far ve-dere , che gli errori non sono dello Spe-roni , ma della stampa. Per la qual cosaè - desiderabile che i generosi SignoriConti , gentiluomini Padovani, e ancheVeneziani, per propria onoranza, e di
Note di àpo
Francesca, prima in Lione, e poscia in Pa-rigi stampati stanno 1551. e dedicati alta-mente; e perché nulla che gli onorasse, vifi avesse a desiderare,. Marcantonio Mureto,il quale allora soggiornava in Roma , e re-gnava fra ì letterati , senza altrimenti co-noscerlo, ne fece in lode una graziosissimaOde, la quale perà non seppi rinvenire neicinque tomi dell’ opere del Mureto , im-presse pochi anni addietro in Verona . LoSperoni cominciò a scriver questi suoi Dia-loghi in età assai giovanile cioè da'queltempo , in cui tenne la lettura ordinariadi Logica al primo luogo nello studio di'Padova Panno 1520. ventesimo dell’età sua,fino al 1524. in cui fu trasferito alla stra-ordinaria di filosofia in secondo luogo .Luigi Mocenigo ,, Senator Veneziano , suosingolar protettore ed amico in una let-tera scrittagli il di IX. di Ottobre 1574,lo esorta a far ristampare i suoi Dialoghi,i quali , die’egli, dopo le molte ristampedei Manuzi, erano capitati alle mani de’librari comuni, che gli aveano tutti rovina-ti , onde gran compassione faceano a chi livedeva così maltrattati . Poco si scosse loSperoni , solito esser ritroso e difficile adar fuori le cose sue , ali’ esortazioni , eagli stimoli amorevoli di quel Gentiluomo,uè se ne pigliò gran pensiero; e però essiDialoghi mai non uscirono riveduti e am-jliatr,, ma sempre dallo Stampatore assai
quel valentuomo , di cui furono eredi ,proccurino , che si faccia una pulita cdecorosa impressione [ in quarto , e nonin soglio ] di questi Dialoghi , e di tut-te le altre opere dello Speroni , esatta-mente collazionate da persona intenden-te con gli originali , presso loro serba-ti (a). Quelli poi, che hanno il pruri-to di ristampare, e per lo piò malamen-te , le opere mille volte stampate, si po-tranno occupare con maggior lode ristam-pando in proprio e bel modo queste, lequali una sola volta, e malamente furono*stampate.
sto to Zeno,
guasti, se non dopo la morte dell’autore,,per la cura , che n’ebbero i nobili Signo-ri Conti, per lato materno suoi discenden-ti ed eredi.
(*) Dalle cose dette finora si giugne a.conoscere, non esser questa dedizione terza,ma almeno la settima , computando sola-mente \e' Aldine, e non mettendo in con-to quella del Giglio , nè altre de’ libraricomuni. Ne! titolo di questa del 159Ò. sta-enunciata l ’Apologia dei primi Dialoghi ,la quale è distinta in tre parti, e sul belprincipio dà a conoscere, che l’autore nonavea scritti r suoi Dialoghi nella forma ,con cui gli vennero poi stampati , e chedopo quel tempo non gli avea più rivedu-ti , se non una sola volta Francesi. Gli ag-giunti a questa edizione sono otto ; ma iprimi dieci vi sono ridotti a nove , man-cando quel dell 1 Usura, che sta nelle pre-cedenti edizioni.
(a) A questi onestissimi desideri di Mon-signore si è soddisfatto appieno , e anchesoprabbondantemente , e come qui suoldirsi , sopra la brocca , nella impressionedi tutte l ’Opere di M. Sperone Speroni de-gli Alvarottì tratte da'mss. originali, stam-pate in Venezia presso Domenico Occhi nel1740. tomi V. in quarto , e non in foglio .11 Signor Abate Conte Antonio Conti Patri-zio Veneziano, nome per li suoi scritti poe-tici, filosofici, e tpatematici già consacra-