io4 Biblioteca della Eloquenza Italiana;
(1) L’Oratore del magnifico dottore, e Cavaliere M. Giovan Ma-
ria Memo ( gentiluomo Veneziano.) In Venezia per Gio-vanni de'Farri 1545. in 4.
(2) Della Eloquenza , Dialogo di Monsignor Daniello Barbaro
Eletto Patriarca di Aquileja, mandato in luce da Girola-mo Ruscelli. In Venezia per Vincenzio Valgrist 1557. in 4.
( 1 ) Altrove da sè medesimo egli sichiama anche Memmo . Il Dialogo , di-viso in libri III. è per un Senator Vene-ziano , e fu da lui dedicato al CardinalNiccolò Ridolfi .
( 2 ) L’ Eloquenza di questo Prelato ,niente Barbaro («), il cui avolo fu fra-tello del grande Ermolao , è diversa dal-la presente nostra , che in buon latinochiamasi Eloquium , e non Eloquentia ,
siccome l’altra (£). Egli nacque in Ve-nezia ai 18. Febbraio 1514. che fu il 1513.secondo lo stile Veneziano : e trovandosiegli Ambasciadore della sua patria a Edoar-do VI.Re d'Inghilterra, sudato coadiu-tore al Patriarca Giovanni Grimani dalPontefice Giulio III. nel 1550. AlfonsoUlloa nel dedicare al Grimani il suo vol-garizzamento della Somma di natural fi-losofia di Alfonso di Fonte , stampato in
Vene-
Note di Apostolo Zeno.
(2) Quando Monsignor Eontanini fecestampare la prima volta, che fu nel 1706.il suo libro , lo intitolò a imitazione diquesto Dialogo del Barbaro, Della Eloquen-za Italiana , Ragionamento di Giusto Fon-taninì . Da qual ragione foste poi mollo amutarne il buon ordine, tanto nell’edizio-ne Romana del 1726. quanto in quest’ulti-ma, uscita dopo la morte di lui, dicendo,Della Eloquenza Italiana, di Monsignor Giu-sto Fontaninì libri due , o libri tre , in luo-go di dire, DeltaEloquenza Italiana, libridue, o libri tre di MonjignorGiusto lonta-nin!, confesso di non poter giugnere a ca-pirlo . Certamente e’ lo fece con la opi-nione di migliorarlo: in che pelò si è in-gannato, come da altri fu similmente av-vertito .
( Non era dunque nemmen Barbarodi casato , se niente era Barbaro . Questoè un patiate , che sente molto delle falseargutezze del secolo passato , condannateper altro, e derise da Monsignore in piùluoghi della sua opera.
(ó) Quella, che in buon latino chia-mali Eloquentia, in buon volgare Eloquen-za e Facondia si appella . VEloquenza ,che nel sentimento del Fontanini chiamasiin buon latino Eloquium, in buon volga-re diftesi Favella , Lingua , Parlatura ,
Loquela, e talvolta dagli antichi eziandioEloquio. Non doveva egli pertanto scostarsigiammai dal legittimo , vero , e comunesignificato di questa voce , massimamentenel titolo, ove tutto deve esser chiaro, epiano ali’intelligenza di ognuno, e dove-va lasciare a Dante , il quale non ebbemai chi in questo lodevolmente Io segui-tasse, tanto il dire in volgare Eloquenza,quanto in latino Eloquentia nel significa-to di Lingua , che le era affatto stranie-ro . Monsignore , che si picava di scriverbene in latino , non avrebbe certamenteusata Eloquentia invece di Lingua y e per-ché poi voler dire nel suo buon volgareEloquenza Italiana in luogo di Lingua , oFavella Italiana ? E se dall’ autorità'diDante volea pure lasciarsi portare, doveariflettere ancora, che Dame si guardò dalvalersene volgarmente , fuorché una solavolta nel suo Convivio, e quivi ancora sene servì a fine d’indicare il suo libro la-tino de vulgati eloquentia , e non per in-trodurla nella lingua volgare : onde ven-ne, che il maggior Villani, e ’1 Boccaccioin occasione di citare il suddetto libro diDante , lo allegarono col titolo latino , enon col volgare , De vulgati eloquentia :tanto loro ne parve strana , e dannevolel’introduzione.