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Tomo primo.
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330
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zzo Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(1) Osservazioni (LXXXII.) sopra il Goffredo di Torquato Tas-

so , composte da Matteo Ferchie da Veglia Minor Con-ventuale , Teologo pubblico dell’ Università di Padova .In Padova perGiambatìjiaPasquatì 1642. in 12.

Riflessione di Carlo Pon a intorno alla prima Osservazione so-pra il Goffredo del Tasso del P. Matteo da Veglia . InVerona per Francesco Fossi 1642. in 12.

(2) Confronto critico di Marcantonio N.tli tra la prima Osserva-

zione del Padre Veglia, e la Riflessione deiPona, medicidi Verona. In Padova preso il Crivellaci ( 1643.) in 12.

(3) Il Vaglio , riiposte apologetiche di Paolo Abiiani alle Osser-

vazioni del Padre Veglia sopra il Goffredo di TorquatoTasso. In Venezia per Francesco Valvasense 1687, «24.

(1) Riguardano vari luoghi di tutti iCanti XX. nè il Padre Veglia andò piùavanti, perché, siccome io intesi da chilo conobbe, ogniqualvolta vi mise ma-no , fu sopraggiunto da malattia mortale.Nella Osservazione XXIV. seguendo eglitutti i buoni Teologi dietro al Maestrodelle Sentenze nel lib. III. Disi. xxxvrn.senza sofismi e sottigliezze tratta sana-

mente della bugia , mostrando , non essermai senza peccato veniale , o mortale .

(2) Il Nuli da r Montagnana , Terra delPadovano , attribuisce ai due Pena , Fran-cesco e Carlo , padre e figliuolo , la Ri-flessone di poche carte, che nella stam-pa è attribuita ad un solo (e ), e quali-ficata col nome di Jìudiosa.

Note di Apostolo Zeno.

O Carlo Porta , che in età assai giova-nile scrisse la sua Riflessione contra il Pa-dre Matteo Fercbie da Veglia, attesta qui-vi pag. 9. di non aver posta mano allastessa senza il consiglio , e senza la dire-zione e ajjìflenza del Cavalier Francesco suopadre : onde il Nalt attrib endola all’unoed ali' altro , non ha scoperto un recon-dito e grande arcano ; e se ii Fontaninìvolea qui farne paiola, dovea rendere an-cora avvisati i lettori della sincera con-fessione di Carlo , e liberai lo dalla tacitanota, che gì’impone di plagio . La ragio-ne, per cui p ese il Fiali a difendere ilPadre Ferchie , fu principalmente perchéquesti era stato suo maestro nello Studiodi Padova. Di lui ci è qualche altra cosaalle stampe.

(3) Il Vaglio dell 'Abriani fu stampatodal Valvasense nel 1662. ventanni, e nongià dodici o tredici dopo le Osservazionidel Padre Ferchie da Veglia , come VAbria-ni volle darci a credere nella sua prefa-

zione, per far parer meno tarda la com-parsa delle sue Rispose. Circa la edizionedel 1687. prodotta dal Fontanini non hotrovata persona, che me ne abbia saputorender conto; e però dubito, che qui pu-re sia corso uno de’ suoi soliti sbagli. Tro-vandosi fra’ miei codici in ottavo due tri-metri ài lettere originali dell’ Abriani , eb-bi modo di trarne alcune particolari no-tizie intorno a lui, del quale si sa pochis-simo . E primieramente ricavo da una sualettera del più vecchio codice , che Vicen-za fu la sua patria: il che chiaramente ap-parisce da un suo Epigramma , impressopag. 128. nella Parte I. degli Allori di Fu-rata, , poesie di diversi in lode del PrincipeCammillo Panfilio , raccolte da GirolamoBrusoni, e stampate dal Valvasense in Ve-nezia nel 1662. in quarto. In età di vent ’anni entrò nell’ ordine Carmelitano col no-me di Francesco. Terminati i suoi studj difilosofia e teologia, si esercitò nella predi-cazione in più luoghi, e fatto poscia Mae-stro