zzL Biblioteca della Eloquenza Italiana.
te per parte della nostra famosa Cru-sca (a), alla quale non aderirono mol-ti de’ principali nè meno in Firenze (&),
Note di Apo
di critiche considerazioni , che per lo piùtendono a deprimere WGoffredo, e ad esal-tare il Tancredi ; e perché Giampiero diAlessandro avea pubblicata molti anni pri-ma la Dimostrazione de 1 luoghi tolti e imi-tati dal Tasto nella Gerusalemme liberata ,il Grandi proccurò , che questi stendesseun altro Discorso intorno ali’ eccellenze eperfezioni del Tancredi con le dimostrazio-ni de ’ luoghi imitati : il qual Discorso ,benché fi millanti dal Grandi, come allo-ra dato alla luce, non perà lo affermanoné il Toppi nella Biblioteca Napoletana ,né l ’Angeli nella Vita del Grandi - Dietroa costoro nominerò in terzo luogo NiccolaVillani da Pistoja , miglior critico , chepoeta , il quale senz’ alcuna necessità po-stosi a rivedere i conti alla Gerusalemmeliberata nel sito Fagiano {pag.óóg. e seggi)dopo aver detto , e- ridetto esser questoPoema senza dubbio alcuno migliore di tut-ti gli altri, e di guanti ne ha la Toscanafavella, mette in campo varie considera-zioni , e fattosi , al dire del Crescìmbenì( Voi. II. pag. 457. ediz. di Venez. ), attoree giudice contra il Tasso, ne dà questa de-cisiva sentenza, che quel Poema non è con-sumato e perfetto, e di ogni numero assolu-to , come pare che il mondo generalmente fidia ad intendere ; laonde ,. dopo aver sen-tenziato, che il Poema dell' in al-
cuna parte lo avanza , soggiugne , chequello del Tasso puh molto bene esser avan-zato : E CHI VIVE , VEDE , alludendo ,a mio credere , con queste ultime paroleal Poema della Fiorenza difesa , che eglistava scrivendo, ma che non ebbe tempodi terminare , poiché solamente dopo lamorte di lui se ne divulgarono i primi Vili.Canti , stampati in Roma presto AntonioLandini nel 1641. in quarto. Rimase per-tanto il Poema del Tasso , e rimarrà sem-pre in quell’ onorato posto , in cui lo hacollocato il suo merito, e la stessa invidiaIo ha stabilito.
(s) Sofisti, e cavillatori sono nella men-te del Fontanìnì tutti coloro , che hannola ditgrasia di non entrare oc’suoi senti-
benché il Sdvìatì s’ingegnaste d’inte-ressarvi tutti , e anche i Ferraresi , co’quali spesso trovavasi, come provisitma-
menti, e di contrariarli , anzi di averlitempo fa contrariati senza aver prevedutodi doverlo avere un giorno per avversario.La sua Floquenza Italiana rinfaccia conti-nuamente sofismi e cavilli a persone vi-venti, o da gran tempo già estinte, anziad intere , benché famose , Accademie ,.ed ancora sue, come era quella delia Ci«-sca , cui pure di qualche gratitudine edonoranza era in debito. Per quanto di par-zialità egli avesse a difesa del Tasto, con-tro di cui alcuni di quell’ Accademia sierano sollevati , non poteva negare , cheil Tasso avesse dato il primo eccitamento-alla rissa con aver ingiuriata la nazioneFiorentina nel suo Gonzaga II. pubblicatoda lui avanti il Car rasa del Pellegrino ,dove la preminenza data al Tasso sovral' Ariosto non farla divenuta causa di lorparticolare interesse, come già lo era quel-la delle offese lor fatte nel Dialogo delGonzaga. Di ciò se ne ha una prova evi-dente dalla lettera di Bernardo Davanza-li, uno degli Accademici della Crusca , cuno insieme degli avversar) del Tasso ,scritta nel 1599. al Senatore Baccio Valo-ri, e posta infine del suo volgarizzamen-to di Tacito , nella quale scendendo eglia parlare della nazion Fiorentina , dice ,che il Tasto , detto da lui per derilione,il Tastino, erasi sbracciato per avvilirlo.
(b~) Quando il Tasso si portò a Firen-ze, chiamatovi dal Granduca Ferdinando,il che su nella-primavera dell'anno 1590.riferisce il Marchese Manso nella Vita dilui (.pag. 205. della ediz. di Roma 1Ò35.in 12. ), che vi su sommamente careggiatoda esso Granduca, e da tutti i nobili del-la Corte , e della Città , e specialmenteda' Signori della CRUSCA , i quali onora-rono altrettanto la sua persona, quanto ave-vano prima l'opere di lui biasimate . Nel-la pagina seguente il Fontanìni ci dà unbel catalogo d’uomini insigni, co’quali siera consigliato il Tasso nel lavoro del suoPoema. A questi poteva aggiugnere il no-stro Celio Magno ; e le Lettere poetiche delTasso medesimo ce ne rendono pienafede »