338 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Delle'adulterazioni de’ titoli ho parlatoaltrove; ma qui per istruzione altrui sene porranno certe altre, forfè non pocoimportanti a sapersi . La prima si è que-sta : Dialogo di Jacopo Ossane sa , nel qua-le fi scoprono le ajhizic , cw che i Lute-rani fi sforzano d' ingannare le perfori»semplici , e tirarle alla loro setta , e fimostra la vìa , che avrebbono da tenereì Principi , e i magistrati per estirparedagli flati loro le pesti dell' eresia , cosain questi tempi ad ogni qualità di pierso-ne , non solo utile , ma grandemente ne-cessaria da intendere . In ottavo , senzaluogo , che però è Bafilea . In fine sitrova espresso Tanno* 1558. Il Dialogoè tutto eretico , e per entro si dice ilcontrario di quanto furbescamente fi pro-mette nel titolo per agevolare impune-mente al libro pestifero T insidioso pas-sàggio in Italia . llMuzìo nt\\s.Varchinatra le Battaglie , o contese letterarie ,come spiega Cesare suo figliuolo, scrive[pag. 25.] , che San Pio V. gli ordinòdi rispondere a un libro , intitolato :apologia Anglicana , nome in apparen-za modesto, ma che in effetto era unaacerbissima invettiva contro il Papa , econtra la Chiesa cattolica ,* e soggiunge,che così usano di fare gli eretici ( rr ) ;dai libri de’ quali perciò, bisogna stare at-tenti in guardarsi . Altro indegno com-ponimento si è T infame Satira Sotadica
de arcani» amori» & Veneri» ., che si fatradotta in latino da Giovanni Meurfio ,e supposta a Luigia Sigea Toletana , dot-tissima del pari e onestissima donna intempo del Re Filippo 11 . come scriveNiccolò Antonio [ Bi'oliotheca Hi spana no-va tomo II. pag. 57. ] , il quale non mo-stra avere avuta notizia di sì nefandaimpostura. Più sopportabile di queste fal-sificazioni si è la seguente , fatta però an-cor ella con fraude , e per fin di guada-gno . Giovanni Arrigo Sederò nell’an-no 1685. pubblicò in Argentina pressoGiofia Stedelio T istoria dell’ ImperadorFederigo III. scritta da Enea Silvio , conaggiungervi diversi scrittori , come ilPoeta Sassonico , legano , ed alcuni al-tri , già prima stampati, e con far pre-cedere a tutti una prefazione di Giàn-giorgio Kulpifio , ' la quale fu poi toltavia, e mutato il primo titolo in quellodi Scrittori Germanici , e messa la datapur di Argentina , ma del 1702. presso.Reinardo Dulffeckero , facendosi autoredella collezione non più il Bcelerò , maGiovanni Schiltero , famoso Giureconsul-to di detta Città, al quale si attribuiscela nuova prefazione, in cui si correggo-no alcune poche cose di tutto il volu-me, accennandosi la mutazione dell’or-dine , e con far precedere il Poeta Sas-sonico . Nel rimanente il libro è lo stessodi prima.
Note di Apostolo Zeno.
fuori di quelle XII. altre non ne avevascritte il Gelli, nè pubblicate. Ecco dun-que caduto a terra il ragionamento delFontani ni.
(«) Quando San Pio V. ordinò alMuzio,della cui penna si valse in altre occasioni,di rispondere a quella Apologia , detra dalr ■ y.zio, barbara invettiva (.pag. 253. iiilhiSelva odorifera ) , non era per anco asceso
al Pontificato, e nomavasi allora , il Car-dinale Alessandrino. Autore di quell’ereti-ca scrittura fu Giovanni hello da Devon ,Pseudo-v-(covo Sai isburiense , che la stese-latinamente , nni i suoi partigiani nonmancarono di spargerla dappertutto , tra-dotta in pur lingue , Inglese , Francese ,Italiana, Tedesca, e anche Greca.