344 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Discorso di Giacopo Mazzoni in difesa della Comedia del divinoPoeta Dante ( contra il Discorso di Ridolso Castravilia ) .In Cesena per Bartolomeo Raverj 1573. in 4.
Note di Apostolo Zeno.
trini a riguardo del Discorso del Castra-villa , censurato pubblicamente dal Maz-zoni ; e di questa qua! altra esser poteval’origine , e la cagione , se non il sape-re , che quel Discorso era suo concetto esuo parto ?
IV. In prova di questo mio pensamen-to , osservo , che al Bulgarini fece nonpicciol senso il vedere , che il Mazzoninella prima Difesa di Dame , stampatanel 1573. avesse confutato a passo a pas-so il Castravilia , senza averlo mai no-minato , e che anzi si esprimesse di ris-pondere agli avversarj di Dante , senzadichiarare , quai fossero ; onde il Caflra-villa , che era il principale , e il solo diquesti, pareva, che non avesse gran partein quella letteraria contesa.
VI. Notabil cosa mi sembra, che il Bul-garini seguiti superstiziosamente , dirò co-si , 1 ’ ordine tenuto dal Castravilia , neadotti i sentimenti, ne confermi le ragio-ni, lo difenda dalle altrui censure, e nonmai gli contraddica : il che non si è so-lito praticare, se non dove si tratta del-le cose proprie: onde parrebbe cosa assaisingolare , che un comentatore si accor-dasse sempre col parer dell’autore da luicementato, e mai non lo contrariasse .Cotesto suo indivisibile attaccamento alCastravilia fu molto bene avvertito da’suoi avversarj , i quali gli opposero , chenel Discorso del Castravilia fossero i me -definii concetti , le medesime parole , e lemedesime disposizioni , che nelle Conside-razioni di esso Bulgarini s’incontrano , ilquale da cotale accula fi schermi con leseguenti parole (Difesa in rìsp. al C ane-to pag. 24. ) : Confesso di aver preso dalCastravilia alcuni concetti , e usate alle
volte delle sue proprie parole, e anco di’avertenuto in qualche parte il suo ordine , NEperciò FURAVO A LUI , perche palesavodi'aver veduto il predetto Discorso , e disondare la intenzioni mia sopra quello ,come veramente feci . Sapeva, a mio cre-dere , il buon Sanefe di potersi valere incoscienza di quel Discorso , come di eosadi sua ragione , e che FURTO non fa-cea dell’ altrui , ove faceva uso del pro-prio .
VII. L’ Impresa posta in fronte delleConsiderazioni del Bulgarini, e di qualchealtro suo libro , può estere , che non siapriva di mistero, e servir possa di novel-la prova a questa mia congettura . Un’Aquila con l’ali aperte tien con !' arti-glio destro una di quelle pietre , che sondette Aquiline , e sta in atto di posarlasopra il suo nido , per assicurarlo con es-sa dai venti impetuosi , che potrebbonoscuoterlo e gittarlo già dall’ albero , incui lo ha edificato per li suoi Aquilotti:il motto, che vi si legge è questo : MU-N 1 T. Parmi di poterne fare al caso l’ap-plicazione . Le C on siderazioni del Bulga-rini , che furono il primo libro , che colsuo nome in questo proposito pubblicasse,furono la pietra, con cui egli munì e as-sicurò quel suo primo Discorso , il qualefu come il nido degli altri suoi parti, datanti letterari contrasti , come da ventiimpetuosi combattuto e assalito . Noteràqui di passaggio , che Roberto Tifi scris-se , ma non mai divulgò , un' Apologia diDante , contra il Discorsa di Ridolfi) Ca-stravilla , da lui per isbaglìo chiamatoGiorgio i e di questa sua opera egli sa men-zione ne’ suoi Luoghi controversi lib. VI.capo X. pag.152.
AIcu-