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Tomo primo.
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D R A IVI M

per evidente la sua etimologia della vo-ce popolare di Firenze , stravizzo , perbanchetto a modo di conversazione , traen-do!a da extra e bibitto , quasi , al suo di-re , extraordinaria bibìtio , volendoci tut-to questo a compire l’indovinello , peraccostarsi al Mcnagio , il quale medesi-mamente palesò gran genio a quella re-condita parola , bibìtio , unita poi a ex-tra , come se ne’ conviti e banchetti nonli facesse altro, che bere senza mangiare .L’ etimologia non solo non sembra evi-dente , ma è infelice , inverisimile , efredda ; vedendosi chiaro, che stravizzovien da altra sorgente, ed è diminutivoTostano di flrava , parola Gotica , e al-lignata in Italia sino dal secolo VI. laquale presso gli scrittori' Settentrionalivuol dire convito , banchetto. Gìornando ,prima Cancelliere , e poi Vescovo de’Goti di Ravenna in tempo dell’ Impe-rador Giustiniano , usa tal voce per con-vito a capi xlix. delle cose Gotiche , oGetiche , il che vuol dire il medesimo :c similmente Olao Formio con altri ap-presso il Ducange nel Glossario , da luichiamato Latino-barbaro . Anzi il Leìb-nizio nel tomo I. delle Mescolanze dell’Accademia di Berlino pag. 8. nota, chetuttavia presso i Sarmatì con la voceflrava , chiamasi un lauto banchetto .Quindi è, che in tali materie assai me-glio , a parer mio, la discorrono i Let-terati Settentrionali, Giorgio Ikesto nellaGramatica Franco-teotisca [ ThesaurusLingua r. Septentr. tom.I. Parte II. p.g i.],e dopo Francesco Giunio anche GiorgioStiernielmio in latino Stiernhielmius ,

[ Glossar. Ulphilagoth. pag. 47. ] sopra laversione Gotica degli Evangeli, fatta dal

Note vi Api

tore riprovate le avesse. Ma lo Spanemiore teneva assai diverso concetto da quellodel Fontanini , e quelle note del Salvivi ,poste da esso ali’esame, ma che non era-no mete piacevolezze grammaticali , sono

atici. m

rinomato Vescovo XJlfila a’tempi del Con-cilio I. Niceno , Ottone Sperlingio [ inTesiam. Absal. pag. 159. num. 57. ] nel-le note al Testamento di Ajsalone Arci-vescovo di Lunda , Citta di Danimar-ca , oggi di Svezia, e Giovanni PerìngsKioldo nelle sue alla Vita di TcoderìcoRe degli Ostrogoti [VitaTheod. p. 400.]che erano i nostri Goti, cosidetti, cioèorientali , in riguardo agli occidentali diSpagna, che pure in lor lingua, si dis-sero Visigoti: la qual Vita fu scritta giàzoo. anni dal famoso antagonista di Lu-terò , Giovanni Godìo . Gli addotti va-lentuomini , benché pieni di stima de’nostri, talvolta non hanno avuto il tor-to dì prendersi qualche giuoco de’ notietimologisti, come del Giambullari , diAscanio Perfìo , del Ferrari , e del Me-nagio , i quali , come se in Italia nonci fossero mai state popolazioni fuori del-le sole Antiianc , Greche , e latine , aven-do poco da fare , si presero l’incomododi andare a cercar le più segrete originiItaliane per l’Oriente; anzi si corse finotra gli Aramci , per tacere degli Armeni ,e degli antichi Pelasghi , confidenti diqualche nuovo e formidabile [e non giàridicolo ] allievo e maestro della sua be-nedetta Scuola Anniana , il qual di nasco-sto ha saputo approfittarsi della bella Ora-zione di Pietro Prosa alla sua Tefra/W/,niun di costoro volendo far grazia di pen-sare al Settentrione , donde con le irru-zioni di que’ popoli nell’ Italia , a noivennero le alterazioni , come usa direCclso Cittadini , negli accidenti sì delloscrivere, come del parlare la lingua la-tina , con farci poi nascere anche i tantidialetti dell’ idioma volgare Italiano. Ma

anziché riprovate , accettate perlopiù, elodate dallo Spanemio , da cui vien enco-miato il salvini , come vii vn>ia & insignidoBrina. Ognuno può da sèstelso accertar-sene , senzachè io qui lo ripeta.