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Tomo primo.
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416
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4'<S Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(*) Il Paftorfido , Tragicomedia pastorale dì Batista Guarirli ,dedicata al Sereni stieno D. Carlo Emanile! Duca di Savojanelle nozze di Sua Altezza con la Serenissima InfantaDonna Caterina d’ Austria ( di Spagna ) con privilegio .In Venera per Gtambatijta Bonsadtno 1590. in 4. edizioneI.

In bel carattere corsivo , dove prima del Prologo vi é posto !' errata del libro.

Note di Apostolo Zeno.

(*) Confesso il vero , che nel nuovoimpugnatone del Paflorfido del CavalierBat/staGuarini io riconosco sì poco il vec-chio ilifenditore dell’ Aminta del Tasso ,che quasi sono per far ragione al SignorBaratti , il quale nella difesa , che cosìbravamente ha intrapresa, esatta del pri-mo , ne parla in maniera , che mostra dicredere, che l’opera della Eloquenza nonsia parto di Monsignor Fontanili . Questine\V Aminta difeso parla del Pastosdo, edell’autore di elio con sentimenti affittocontrarj a quegli, co’quali se ne ragionaiteli ’Eloquenza , ove par molto diffìcile,che egli fi ritratti , e fi penta di esserestato altre volte più ragionevole , e piùgiusto : di che però non è da stupirsi .Nell’ Aminta scriveva il Fontanini con te-sta fredda, con animo posato, e con giu-dicio libero d’ ogni passione . Da qualespirito fosse poi agitato nel comporre lasua Eloquenza, lo sa, e lo vede ciascuno,senzachè adirne di più mi affatichi. Mol-tissime sono le accuse , addossate da luicon lunghissime dicerìe e sottigliezze allapersona del Cavalier Guarini , delle qualitutte lo ha pienamente non meno , chefondatamente purgato il suo valente con-cittadino : con che mi ha sollevato quiancora dal grave peso di farne altro par-ticolare esame in queste mie Annotazioni :ma per non lasciare affatro in silenzio untale argomento , accennerò solamente inristretto i capi principali di quelle accu-se , e con la scorta di chi mi ha prece-duto , rimetterò in vista la loto insussi-stenza.

I. Nella prima edizione originale del Pa-stor si do {pag. 4Ò2,), e in quelle provenien-ti da essa non fi vede , che il Guarini por-ti il titolo di Cavaliere , per non essere maistate aggregato a verun Ordine equestre ,

benché il meritasseBenché il meritasse:doratura su la pillola amara . Gli si ac-corda il merito, e gli si nega il premio.Il Guarini non su jggr-gato a verun Or-dine eqn-.stre ; ma non pertanto f ^Cava-liere , onorato di questo titolo dal Due»Alfonso IL di Ferrara , suo Principe, e suoSignore , quando nel 1567. lo spedì Am-basciadore in Venezia al Dige Pier Loreda-no , per congratulars ne a nome suo ; equesto titolo di Cavaliere gli vien da luiconfermato nella lettera di passaporto ,con la quale elio Duca ne accompagna laprima spedizione in Polonia con Io stessocarattere di suo Oratore nel 1574. al ReArrigo Valesti), che non molto dopo fu Redi Plancia, il III. di questo nome : nellaqual lettera il Duca Iodice triplicatamen-te MAGN 1 F 1 CUM EQUITEM . Si ta darsiin ogni Corte Cavalieri titolati , benchénon ascritti a verun Ordine equestre. Tut-ti i Principi sovrani han facoltà di crear-ne , e ne creano , per così dir giornal-mente; e questi per Cavalieri vengono dachi che sia riconosciuti e onorati. Se Mon-signore pretende, che portale non sia con-siderato il Guarini , convien dire o falsala lettera originale del Duca Alfonso, pro-dotta dal Signor Baratti , c nulla U di-chiarazione del Duca; quasiché ad esso noncompetesse la facoltà di crear Cavalieri îGentiluomini della sua Corte , e che icreati da lui veri Cavalieri non fossero.

2. Il Guarini da sé medestmo, e in per-sona non s’ intitolò mai Cavaliere , ne inlatino né in volgare {Ivi). ) Intorno alsigillo, con cui il Guarini segnava le suelettere, leggevasi a chiare note, BAPTI-ST® GUARINI EQUITIS. Io più di unavolta ne vidi , e ne osservai il legittimoimpronto fra le carte di lui, esistenti ap-presto il Signor Alessandro Guarini , suo

dignis-