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Tomo primo.
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437
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Dramma tici. 437

die il Riccobono fece del Norcs , e cosìchiunque di lui ne scrisse , tranne il Pc-fcctti . L ’Ingegneri nel suo Discorso p. 8.lodando il Flores per uomo di dottissimamemoria , quasi per far dispetto ali’ av-versario Guarivi protesta di onorario sem-pre con ogni suo spirito , siccome ebbe ,mentre egli visse , in somma osservanzala vera nobiltà del suo sangue , e la soa-vità incomparabile di’ suoi lodatissimi co-stumi . Più non si potea dire in pocheparole. Il Verato II. in sostanza ci rap-presenta al vivo il vero carattere delGuarivi , qual fu non solo co’ privati ,ma co’ Principi stessi, da lui per suo di-fetto in poco tempo serviti e con notadi altiero, pien di amor proprio , pun-tiglioso , e querulo al maggior segno de’suoi nausragj , delle ingiurie della durae mala fortuna , e delle sue persecuzioni ,come soleva dire , tutto ciò risultandodalle proprie sue Lettere [pag. 70. 82.108. 133.190. 194. 196. ] , e dalla Sce-na t. dell’Atto V. del Pastorfido in per-sona di Carino . Così egli si portò prin-cipalmente col Duca Alfonso II. di Fer-rara , suo natural Signore [ Lett. pag. 77.129. 132.] , al quale, dopo essere statoda lui con grandi e onorevoli impieghie spedizioni distinto, egli voltò le spalle

Note di Api

(<?) Ciò su nel 1592. in qualità di Se-gretario, e di Consigliere del Duca.

(é) Falsislîmo. Alla Corte dell’ Arcidu-ca Ferdinando egli non andò , se non co-me Inviato del Duca di Mantova suo Si-gnore , e (sordine suo , a fine di maneg-giare in Inspruc la pace, che tra essoi>«-ca, e ’1 Marchese del Vaso per una parte,e ’l Duca di Parma per l’altra , davantiali’ Arciduca trattavasi . Tanto si racco-glie da più lettere del Guarini ( Letterepag.106. ediz-ll. 1594. in 4.), e da quel-la in particolare scritta a Belisario Bul-garini in data da Inspruc ai II. di Novem-bre nel 1592. Lo sbaglio di Monsignorefu benissimo anche dal Signor Baroni av-vertito -

nel 1588. per andare a servire di Segre-tario il Duca di Savoja , dove era statoAmbasciadore d’ Alfonso prima del 1571.Ma poi vi durò poco in Torino , leva-tosene col freddo pretesto dell’ essere oc-cupato quel Duca nelP impresa di Saluz-zo nel 1588. Indi se ne passò ai servigidi Vincenzio Duca di Mantova {a) , poia quegli di Ferdinando Arciduca d’ In-fime (b) , e appresso entrò in Corte diFerdinando I. Granduca di Toscana , acui serviva attualmente di Segretario nell’anno ióoi. come si ha dalla lettera, pre-posta da Giovanni Savio alla sua Apologiadel Pastorfido . Ma di lì a poco il Gua-rini sazio ancor del Granduca, se ne pas-sò al Duca d’Urbino Francesco Maria II.e poi lasciato ancor questo , e trasferitosia Venezia , si ridusse quivi per sua dis-grazia , si può dir volontaria , a finirei suoi giorni ali’ osteria il dì vii. di Ot-tobre del 1612. nella parrochi a di SanMaurizio , dove fu seppellito , per attesta-to di suo nipote Marcantonio Guarini[ Chiese di Ferrara pag. 180. ], spiegan-dolo il contemporaneo Eritreo con que-ste parole [ Pinacoth.i. pag. 97.]: quum«riCAUPONEM diverttsset , senio cu-r'tsque consetìus , excessit e vita ( c ) ;non però di pompe funerali onorato da

(c) Sogliono i Poeti eroicomici dar so-vente di mano a qualche narrazione , oragionamento con versi sublimi, e magni-fici , e discender poscia improvvisamentea qualche piacevole , e bassa applicazio-ne , affine di trarne con la sorpresa unapiù solenne risata. Di cotale artificio si èqui servito assai saporitamente il Fonta-nini ; poiché dopo aver dianzi ristrette ,e poste come in un fascio le varie riguar-devoli commissioni, e ambasciate, appog-giate al Guaimi dal Duca Alfonso li. e îdiversi impieghi e servigi da lui prestatia quasi tutti i Principi d’Italia, finalmen-te a solo oggetto di metterlo in derilio-ne , e in dispregio , va a terminarne ar-tifiziosamente il racconto con dire, che