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Tomo primo.
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468
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468 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(1) [LaTullia] Tragedia di Lodovico Marcelli . Sta con îe sue

opere pag. 1i8. della ristampa di Firenze prejso Bernardodt Giunta 1548. in 8.

La Canace, Tragedia di M. Sperone Speroni . In Vinegia perVincenzo Valgrisi 1546. in 8.

- - - E in Fiorenzp prejso il Doni 154 6. in 8.

(2) - - - E ( lenza il nome di Canace , ma col solo titolo di )

Tragedia di M. Sperone Speroni, corretta secondo l’dem-plare approvato dall’ autore . In Vinegia presso il Giolito

15Ó2. in 12.

Il Ciano la dedica al Vescovo Marti-rana , Segretario di Carlo V. in Napoli :e se dice male del censore della Trage-dia , che fu Bartolommeo Cavalcanti ,non ne dice bene il Riccobono nell’ Ora-zione latina in morte dello Speroni , ovescrive [ Orat. tom. II. pag. 50. ] , esserestata ripresa editisfamosi^libellis , i qualiconsistettero in un Dialogo narrativo ,che dallo Speroni è chiamato Invettiva, e

Note vi Aro

limasti, è di Sofocle . A Sofocle il Varchiattribuisce questa dell'Alamanni , e nonad Euripide . Il Eontanini ha grossamentesbagliato. L ’Alamanni pertanto composela sua sul modello di quella di Sofocle , eAntonio Bruni amico suo le prepose un bre-ve argomento.

(1) E sta ancora con le sue opere (mânon tutte ) pag. 11%. delia prima poco co-nosciuta edizione di Roma per Antonio Bia-do di Asola 1533. in ottavo . Il Martelli ,e lo Speroni non vollero dare altro tito-lo alle loro Tragedie , se non quello diTragedia .

(2) Quando non si prendono per mano 1libri , e non s’incontrano 1’ edizioni , dellequali si vuol ragionare , s’incorre agevol-mente in grossissimi sbagli . Se ne ha piùd’ una prova nella relazione delle tre sud-dette edizioni , la prima delle quali non èstata quella del Valgrifì , ma quella delDoni, con questo titolo;

* Canace , Tragedia di Messer SperoneSperoni nobile Padovano . In Emenda perFrancesco Doni 154 6. in. 8».

che si finge seguito parte in Bologna, eparte in Venezia . Il difendersi e il difende-re onestamente dalle ingiurie, è ben fat-to ; ma non mai l’offendere con calun-nie , e con sofismi insidiosi di accuse ,che in apparenza pajon modeste e verema che in realtà son falle e maligne .Il Dialogo dei Cavalcanti ha il seguen-te titolo :

Giu-

stolo Zeno-.

Ella non è preceduta da alcuna dedica-zione , ma solo da una lettera dello Stam-patore ai lettori . Lo Speroni disapprovòacerbamente cotale edizione , come fattasenza la sua saputa, e contra la sua volon-tà , e come ancora lacerata e corrotta .Per mezzo di Paolo Crivello se ne lamentòaltamente con AntonsrancescoDoni , credu-to da lui , che stato ne fosse lo Stampato-re . Il Doni sorpreso dalle querele delloSperoni , se ne giustificò con una lettera ,scritta di Firenze ai XXIII. di Settembre154Ó. stampata nel libro IL delle sue Let-tere. pag. 47. 2. dell' edizione di Fiorenzaappresso il Doni 1547. in quarto : la quallettera manca nelle posteriori edizioni .Egli in essa niega apertamente , che dallasua Stamperia fosse uscita quella impressio-ne della Canate, e di più la riconosce perfatta in Venezia con la falsa data di Fio-renza , foggiugnendo, che era vergogna, nonpur dell'arte, ma del sapientissimo Senato ,che non si provvedejse a sì disonesti incon-venienti . Finisce la lettera col dire alloSperoni, che s’informasse bene,, e che tro^

vando.