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Tomo secondo.
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I L i R i c I. a<5

(1) - - - E col Comento di Bastiano Fausto da Longiano. In Ve-

nezia per Francesco Bindonì e Majseo Pasini 1532. tn 8.

(2) - - - Lo» lasposizione dì Giovanni Andrea Gesuaido. InV'tne-

già per Giovanni Antonio Niccolini da Sabio 1533.1541. in 4,

(1) Del Faufio , che su da Longiano-,castello fra Cesena e Rìmini , donde eglinel 1534- scrivendo ali’ Aretino , dice[ Lettere alPAretinoTom.I. p.203.), chequesta città è presso al suo dilettoso pae-se , il Muzio in una lettera al Duca diSavoja parlandone male, scrive [Lette-

Note diApo

è Fallata . Il Muzio loda l'edizione delBevilacqua nelle Battaglie p a g- 1 5 r • 2 ■non 252.2. Simili errori disgustano, quan-do v’incappa chi ha bisogno di cercar quelluogo nel testo citato.

(j) Non solo col Comento , dicesi nelfrontispizio , ma ancora col Rimario ed"Epiteti in ordine d'alfabeto . Il Fausto lodedica con unabrevislima lettera al ConteGuido Rangmì Capitano Cesareo ; edietrola Vita del Petrarca , e di M. Laura statina lettera latina, non so se spuria o le-gittima, sotto nome di Benvenuto dalma-ta al Petrarca , nella quale gli scrive diaver terminato il suo comento latino so-pra Dante, già suo maestro, e sopra l 'Eglo-ghe latine di esso Petrarca , alche era sta-to confortato da Giovanni Boccaccio , la cuiBucolica (latina) con altre poesie di luiavea preso ad interpretare , ut nostri tem-poris tres poetarum principes , tria clafijst-ma & Intime , grate# pariter , & vulgarislingua lumina , Dantem , te ipfum & Jo.Boccatittm , clariora ( abfit jaElantia ) red-didiffe posterie videar , fi ea qua scripfi ,scribamque viva ( viSlura tamen spero )ad posteros pervenerint. In un avviso, chequi dà il Fausto intorno ali’ ordine delCanzoniere, assicura di averlo trovato as-sai vario in più testi da lui osservati , edice di aver voluto dividere , per più co-modo, le Canzoni dai Sonetti , prometten-do infine di voler fra poco dar fuori V Ana-tomia del Petrarca , e i Segreti della lin-gua volgare, che però mai non fi videro.Fra i pochi lodatori di questo Contesso delFausto, nominerò Fabbricio Luna, che nelTorno li.

re del Muzio lib. IV. pag. 207. ] , chezoppicava nella Fede. E veramente cer-to suo libro col titolo di Tempio di ve-rità [ Libreria III. pag. 60. ] , ricordatoin quella sua lettera ali’ Aretino , e an-cora dal Doni , non sa pensar bene dilui.

sto lo Zeno.

suo Vocabolario alla voce Pettine lo chiamaottimo fpofitore del Petrarca , soggiugnendodappoi, quantunque un nuovospositore lovada lacerando , e tutto quello poco di buo-no , che egli dice in tanto lago di parole ,è del povero Fausto : anzi ricco , perchéquesto credendolo impoverire , P haile arric-chito. Qui si ha ad intendere del Gejual-do, accusato di plagiario del Fausto , quan-do ali’opposto il Fausto fu denunziato alMinturno , come plagiario del Gesuaido ,il quale nondimeno usci suora un anno do-po il Comento del Fausto.

1 2) La prima edizione del Petrarca colGejualdo è sicuramente quella del 1533.S’ingannò pertanto il Ruscelli , che nelsecondo de’ suoi tre Discorsi contra il Dol-ce pag. 6 2. fu di opinione , che quel co-mento uscisse la prima volta nel 1540. co-me pure cadde in errore il Minturno , ilquale in una lettera a Cammillo Scorzi a-ts ( Lettere lib.l. pag. 4. ) , scritta di Mes-sina ai 15. di Ottobre nel 1538. lo credèallora solamente venuto in luce , e però

10 chiama parto d'elefante . Il bello si è,che non ostante questa sua credenza, egliincolpa , come si vedrà , il Fausto , eSilvano da Venafro di aver saccheggiatigli scrigni del Gesuaido nei loro coment!,benché li sapesse tanti anni avanti già di-vulgati : alla quale imputazione anche ilnostro Monsignore presta il suo voto, esa plauso, perché ovunque può, e gli vie-ne in acconcio , fi compiace di accrescere

11 suo gran catalogo de furibus Bitterariis,fra i quali, volendosi far giustizia, avreb-be dovuto collocare anche sé medesimo ,

D dando-