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{*)--- Tomo VII. di Napoletani e d’altri ( raccolto dal Dol-ce ) . Ivi pel Giolito 155Ó. in 8.
Note di Apostolo Zeno.
ristampato ; e pure questa è V unica suaedizione, e i cangiamenti non hanno da-to motivo ad una nuova e intera ristam-pa. Ma prima di tutto fa di mestieri dir■qualche cosa del Discorso del Ruscelli , chesta nel fondo del libro, e che ha data oc-casione al primo cangiamento : e però con-veniva, che sopra esso il Fontanini non sela passasse cosi asciuttamente.
I. Era qualche tempo, che poco buonaintelligenza passava tra’i Dolce, e ’1 Ru-scelli. Altra non credo , che ne fosse laprincipal cagione , se non quella, che fi-gulus figulum odit . Amendue erano cor-rettori di stampe, il Dolce del Giolito, ilRuscelli del Valgrifi . Dai torchi del Val-gisi usci nel 1551. la bella edizione delDecamerone, assistita, eiliustrata d’anno-tazioni , e d’ altro dal Ruscelli . La suacomparsa ebbe applauso, ma svegliò pas-sione , e bile nel Dolce , che Tanno se-guente 1552. diede suora dalle stampe delGiolito la stessa opera del Boccaccio, da luiriveduta e corretta. Nello stesso anno egliriprodusse la seconda volta le sue Osserva-zioni della lingua volgare ; e tanto in quel-lo, quanto in queste attaccò ostilmente lapersona , e ’1 Boccaccio del Ruscelli , chepure non era uomo da lasciarsi far pauradal Dolce . Stese egli pertanto il lungoDiscorso , che sta nel fine del detto sestolibro di Rime , ove crudamente tocca ilpolso ali’avversario , e gli fa inghiottirebocconi amari . Occupa il detto Discorso57. carte dal numero 274. sino al zzi. eì primi esemplari , che se ne videro inpubblico, ce lo danno intero e compiuto.
II. Convien però credere , che pochis-sime fossero le copie , che in vendita , oin doro ne vennero distribuite , perchégli amici del Dolce vedendolo sì brutta-mente malmenato, s’interposero presso ilRuscelli con amorevoli ufficj, e fecero sì,che egli vinto dai loro preghi, ritirò i ri-manenti esemplari , e in fine del seflo li-bro, trattone suora il lungo Discorso , nepose un altro in sua vece, che non giugnea riempiere neppur cinque pagine intere ,ove non fa più menzione del Dolce, e so-Tomo IL
lamente vi toma a ridire certe osserva-zioni intorno alle Rime della stessa Rac-colta , anche in fine del primo Discorsogià dette. Del resto quel sesto libro rima-se nel suo esser di prima, senza una nuo-va edizione.
III. E nuova edizione neppur se ne re-plicò per tre mutazioni , che occorse difarvi per entro in tre luoghi diversi, masolamente con la stampa se ne cambiaro-no i fogli . Alla pag. 4. 2. il Sonetto delMo/za , che comincia , La bella donna ,ne fu levato, e postovi Taltro, Eran purdianzi . - - Alla pag. 108. in cambio delSonetto, Gioisce il mondo, di Domenico Ve-rniero. , vi si legge quello, Ruscel, se invai .Alla pag. 160. e segg. stanno in alcune co-pie XI. Sonetti di Pietro Spino , e in altrenon se ne leggono, fuorché VII. e in luo-go dei IV. lasciati suora, ve ne stanno al-tri di Marcantonio Passero.
IV. Il medesimo seflo libro vent' annidopo comparve alle stampe con nuovo ti-tolo, ma non con nuova edizione. Esso èlibro d’impostura, e d’inganno.
* - - Scelta nuova di Rime de’più illu-stri , & eccellenti Poeti dell’ età nostra ,del Signor Girolamo Ruscelli . In Veneziaappresso Girolamo Simbeni 1373. in 8 .
Lo Stampatore Simbeni, cambiato al se-sto libro di Rime di diversi maliziosamen-te il primo titolo , e frontispizio di Gio.Maria Bonelli, e omessa la dedicazione diAndrea Arrivabene a Girolamo Artusio , vipremise un Epitalamio di sei strofe di Fran-cesco Turchi, dopo il quale viene la pag.i.co’Sonetti del Marchese della Terza, comenel sesto del 133;. Continua poi fedelmen-te sino ali’ultima pagina, la quale vi èristampata a cagione di mezza facciata d’Indice , e vi è cancellato in fondo il no-me del Bonelli , il luogo , e Tanno dellalegittima impressione.
(*) * - - Rime di diversi Signori Napo-letani , e d’ altri , nuovamente raccolte &impresse. Libro settimo. In Vtnegia appressoil Giolito 1556. in 8. unica edizione.
Al Dolce furono in gran parte comuni-cate le presenti Rime da Marcantonio Pas-I sera,