I L r r i c i. 105
(1) Le Satire diPersio con la sposizione di Gio. Antonio Vallone,
In Napoli per Giuseppe Cacchi 157 6. in 8.
(2) - - - Tradotte in verso sciolto e dichiarate da Francesco Stel*
luti. In Roma persacopo Mase ardi 1632. in 4,
(3) I Fasti d’Ovidio, tratti alla lingua volgare ( in verso sciolto)
per Vincenzio Cartari Reggiano. In Venera per FrancescoMar colini 1551. in 8.
- - - Le Disavventure d’Ovidio ( de Triftìbus ) tradotte ( in
versi sciolti ) da Giulio Morigi. In Ravenna presso il Te -baldini 1581. tn 12.
- - - I Rimedj d’amore , ridotti in ottava rima da Angelo
Ingegneri. In Avignone per Pietro Rosso 1576. in 4.
(4) - - - E in Bergamo per Comin Ventura 1604. in 8.
Note di Apostolo Zeno.
O) Era necessario dichiarare, che que-sta sposizione del Vallone è in prosa vol-gare, con mescolamento anche di latino.Il Vallone , che era da C ajlel Monardonella Calabria, dedica la sua opera a D.Ettore Ptgnatello Conte di Borrello , di cuiasserisce esser nato suddito . Diversi capi-toli sono interposti fra le Satire , i qualialtro non sono , se non citazioni , e spie-gazioni , ora latine , ora volgari di al-cuni pasti tolti dagli antichi . Nel prin-cipio ci è un Discorso sopra l’origine del-le due Famiglie Colonna , e Ptgnatello ; ela sua opinione egli ce la millanta , espaccia per vera e sicura , ma ella è tol-ta dalle favole Anniane, che allora avea-no gran corso , ed eran per oracoli con-siderate.
(z) Uno de’ soliti sbagli , dovendo quistare 1630. e non i6zz. Lo Stelluti , cheera da Fabbriano , e dell’ Accademia de’Lincei , fiorì nella Corte di Roma , e fumolto in grazia del Principe FederigoCefi,fondatore di essa Accademia , e del Car-dinal Francesco Barberini, il vecchio, chen’era uno de’protettori . Delio Stelluti faoriorevol menzion e Alessandro Adimari nelsuo Pindaro p.'izi. 472. Vien anche men-tovato con lode dal Signor Dottore Gio-vanni Bianchi Riminese nella sua prefa-
zione cFsTOBAS AN 02 di Fabio Co-lonna , dove egli ha stessa con molta eru-dizione e diligenza una piena notizia dell’Accademia , e degli Accademici Lincei .Tra le Satire volgarizzate di Orazio, e diPerso pare, che dovessero aver qui luogoanche quelle di Giuvenale ; ma al nostroBibliotecario è piaciuto di escluderne tan-to l’antico volgarizzamento di Giorgio Sum-maripa Veronese , che però non vale grancosa, quanto il moderno del Conte Cam-millo Silvestri da Rovigo , se non per al-tro pregevole, per le belle e copiose an-notazioni, con le quali lo ha dichiarato,e illustrato.
(3) Ali’opera latina di Ovidio, non me-no che al suo volgarizzamento può servi-re di pieno contento un Dialogo di essoCartari , disteso in prosa , e diviso in III.libri , intitolato dal principale interlocu-tore , il Flavio intorno ai Fasti volgari ,il quale su stampato in Venezia appressòGualtiero Scoto nel 1553. in ottavo.
(4) Se di questa edizione si fosse det-to , che è in quarto , e non in ottavo ,non avrei avuto , che soggiugnere sopradi essa , se non che in quarto similmentealtra ne avea fatta il Ventura quattr’anniavanti, cioè nel 1600.
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