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Tomo secondo.
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L’ Istoria

*5 S

Ditte Candiotto e Darete Frigio della Guerra Trojarta , tra-dotti per Tommaso Porcacchi da Castiglione Aretino ,con l’ordine da tenersi nella concatenazion dell’Illune .In Vincaia presso il Giolito 1570 . in 4 .

(1) L’Istoria cPEliodoro delle cose Etiopiche, tradotta dalla lin-gua Greca nella Toscana da Lionardo Ghini . In Vinegiapresso il Giolito 15 ho. in 8.

ed è noto ai periti, che i copisti e cal-ligrafi dei codici per autentica vi lascia-vano scritto il proprio nome in fine diessi. II testo latino , che si trova stam-pato in issile de’tempi baffi , fu compostonel secolo xm. sul sondo suppositizio di li-bri spuri da Guido Colonna Siciliano a ri-chiesta di Matteo della Porta Arcivescovodi Salerno : e ne parla il Possisi Padre ( a )[ De Historicis Latinis lib.IT. c. tx. p. 491. ](1) Il Ghini , che fu da Cortona, inaltra e azione del 1586. parimente presiso il Giolito , vien per isbaglio chiamatoGlinci . Fu professore d Eloquenza inSiena, e confrontò co’testi Greci ìe Vi-te di Plutarco , volgarizzate dal Domem'*■chi , e magnificamente ristampate dalGiolito nel 1566. Egli dedicando il pre-

sente libro al nostro Conte Michel della.Torre, Vescovo di Ceneda, poi Nuncioapostolico in Francia , e Cardinale , eallora Governator di Perugia , dice diavergli recitata una orazione in tempo,che Paolo III. andò a Perugia , e diavere intese di lui gran cole dal nostroe suo Romola Amafeo . Lo esalta pergran protettor delle lettere , le quali ,come fi vede anche qui , non mai so-gliono essere ingrate a chi le favorisce.E notabile, che il Ghini al Prelato dà,il titolo d’ Illustrissimo e Reverendijj'.mo ,che a quel tempo soleva esser propriode’ Cardinali. L’ edizione G. L. di Gio.Bourdelozio è di Parigi presto Luigi Fe-burier 1619. 'mattavo .

Note di Apostolo Zeno.

Ventura de Seni? Anno Domini 1406. tem-po d’assai posteriore all’antico dettato diquesto volgarizzamento; e però il Venturapare , che ne sia stato solamente il copi-sta , laddove il Ceffi ne fu pili probabil-mente il -volgarizzatore . Non lascierò quidi rammentare un altro traduttore dellostesso libro, del quale i Signori della Cru-sca han fatta memoria nella ultima edi-zione del Vocabolario ; e questi fu un Mat-teo dì ser Giovanni Bellc-buoni da Pistojanel rzzz. del quale si conserva un b-1 co-dice nella libreria di Monsignor Gabbriel-lo Riccardi, dopo essere stato di BernardoDavanzati , I’ uno e F altro Accademicidella Crusca.

(s) Il Colonna nel finimento della sua«pera dichiara il tempo preciso , in cui lediè- compimento; ciò fu nel 1287. aìxxv.

di Dicembre, correndo la Indizione!. Po-chi versi prima avea detto , che Matteodetla Porta Arcivescovo di Salerno , uomodi grande fetenza , Io avea stimolato ascri-vere la medesima; e che pelò, datole im-mediate comincia me n to , ne tirò avanti illavoro, ma non oltre al primo libro, poi-ché l’Arcìvescovo essendo venuto a morte( i! che segui nel giorno del santo NatalePanno 1272. ' Ughell. Irai. sacr. tom. VII-png-4ZZ. edìz.ll.) il Colonna si itmase dalproseguirla , insino a tanto che di nuovoeccitato da ragionevoli e forti motivi, dilà a xv. anni ripiglidla per mano con tan-ta sollecitudine , thè in poco pili di tremesi , cioè dal di xv. di Setti mbre sinoal xxv. di Dicembre fini di scrivere gli al-tri xxxiv. libri , che insieme col primavengono a costituirne Finterò.

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