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VIST
che loda la censura del Lipfio , confes-sa [Lib. i. cpift.xu.], che per tal cri-tica presso alcuni , i quali chiama ine-ptos , egli obtrcdatione non caruìt . Que-sti autori, come imperiti delle cose Ita-liane , ignorarono il presente volgariz-*zamcnto , anzi nuovo tejio originale ,divulgato , non meno, che il primo ,dopo morto il Cardinale , dalP esecutorGualteruzzi , giusta 1 ’ ultima disposizio-ne testamentaria del Cardinale , e ’1 Bre-ve di Paolo III. e potrebbe essere an-cora , che il Bembo preferisse questosecondo testo volgare al primo , da luiscritto in latino : il qual primo dopo luimorto, e non avanti, come falsamenteebbe a scrivere il Clero , fu dedicato alDoge Francesco Donato con lettera , giàcomposta da Monsignor Giovanni dellaCasa , che si legge ancora a parte infine delle sue opere latine della edizio-ne II. de’ Giunti in Firenze del 1567.in quarto : nella qual lettera il Casanon pose il suo nome , perché così alui conveniva, come a Nuncio del Pa-pa in Venezia: il che sia detto per ap-pagare la importunità del Clerc , il qua-le ignorandone P autore , brami di sa-
Note diApo
quale abuso volendo il Bembo ritrarli ,come di fatto col credito, e con l’esem-pio suo li ritrasse, sbandi dagli scrittisuoi tutte quelle, che o Tulliane, o diautori approvati non erano. La stessa at-tenzione praticò similmente nelle sue co-se volgari, essendosi tolto ad imitare, eseguire nelle prose il Boccaccio , e nellerime il Petrarca : con che venne a ren-dersi il padre della volgar lingua , e’1ristoratore della latina.
0 ?) Lo fece ancora lo stesso Sdoppio nelPaltro suo libro, Ampbotides pag.igi. oveasserisce, e dimostra, il dir latino del Li-pfio essere calcem fine arena , come anti-
O R I .A
pere , perché vi avesse taciuto il suanome : e poteva anche da se con pocafatica impararlo dalP edizione II. didette sue opere latine, intitolate Latinamonumenta . Fabio Forza , Gentiluomoda Udine, feriste parimente una Apolo-gia , non istaurata, per P Istoria delBembo contra il Lipsia / ma si puh du-bitare , se fosse sufficiente. Lo Sdoppiofece poi le vendette del Bembo nel suotrattateli» de siilo bislorico , notando ilLipfio di gran barbarismi , e solecismi(a) . Delle opere postume si sta pocotalvolta a imbastire le critiche senzabadare a molte cose, tra le quali ap-punto questa dell’esser postume , non èP ultima , riflettendo a un capitolo delBaillet intorno ai Pregiudìcj , che sonoi giudtcj anticipati delle opere postume\_Jugemens des Savans tom. 1. Parte 1.pag. 390. edit. di Amsterdam 1725. in 8.prejugez ]. Così per far qualche servi-zio al Guicdardini e ali’ Adriani , manon forse agli eredi, potrebbe conceder-si a ciascun di loro il poter dir conOvidio :
Emendaturus , fi licuiffet , erarn .
stoio Zeno.
camente su detto di quello di Seneca , 1 *autore favorito del Lipfio , soggiugnendo,esser gli scritti diluì, meras paronomasia !,antitbeta , diacrita, aliasque pueriles figu mras: cose lontane cento miglia dalla elo-quenza, e purità di Cicerone , tanto stu-diato , e imitato dal Bembo , della cuiStoria, dice il Clerc, difenditore più to-sto, che accusatore di lui sloc.cit.pag.$i$.') ,correggendovi qualche cosa , se ne farebbeun’Ifiori a eccellente ; ma converrebbe dareal fuoco gli scritti del Lipsia , per rifarlidi pianta , se fi volesse aver qualche cosadi buono sopra le materie da lui trattate .
Libro