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Tomo secondo.
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zgo Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(i) Apparato alle Antichità di Capua, ovvero Discorsi delia Cam-pania Felice di Camillo Pellegrino, figliuolo dì Alessandro.In Napoli per 'Francesco-Savio 1651. in 4.

- - - Dell'Origine dell’antica famiglia di Colimenta Discorso.

In Napoli prejso il Savio 1643. in 4.

- - - Dne Discorsi di un antico significato della voce Porta ,

e dell'antico sito di Capua. Ivi 1643. in 4.

(2} Apologia de'tre Seggi illustri di Napoli di M. Antonio Termi-nici da Contorsi. In Venezia per Domenico Farri 1581. in 4.

- - - E in Napoli per Lazero Scoriggio 1633. in 8.

L’ Istoria del Regno di Napoli di Pandolfo Collenuccio *Mambrino Roseo, e Tommaso Costo . In Venezia presso*i Giunti idi3. in 4.

Note di Apostolo Zeno.

(1) L’autore di questi IV. Dioscoisi, ve-ramente eruditi, approvati prima che im-pressi , da C afflano del Pozzo , e da LucaOljìenio, si dice figliuolo di Alessandro perdistingue, si dal vecchio Cammillo Pelle-grino suo Zio, che su fratello di suo avo£in latino, magnus patruus : e questo noldice a caso ) di esso suo Zio , che fu ildifenditorede) Tasso, egli fa sovente men-zione in questi suoi Discorsi, e in parti-colare alla pag. z/;. ove mentovando unpoemetto volgare di lui, non ancora stam-pato , con lodevole ingenuità ne rifiutaun parere, come troppo poetico, intornoali’antico sito di Capua.

(2) Nella Tavola posta in fine di que-sta Biblioteca Italiana , si sanno del Ter-mtnìo due diversi scrittori , l’uno col no-me di Antonio , mentovalo alla pag. 404.( 388.) e l’altro con quello di Marcanto-nio, mentovato qui sopra: Ma eglino nonsono veramente , se non un solo , cioèAntonio, e quella lettera M puntata, chequi lo precede , non significa Marco, maMessere : titolo di onore usato anticamen-te, e in quel secolo, e di cui ora nel no-stro si ossenderebbono le persone della me-diocre, per non dir quelle dell’infima con-dizione. Questa Apologia di Antonio Ter-mitaio fu divulgata da PierfrancescodaTo-ìentino molti anni dopo la morte di lui »

accaduta in Genova, dove col mezzo dìFrancesco Lercaro , principalissimo Genti-luomo, era egli stato invitato, e fermatocon onorato salario da quella Repubblica ,per doverne continuare l ’Istoria , già in-cominciata da Jacopo Bonfadio, e dove an-cora avea presa moglie . Egli si diede ascriver l ’Apologia stando in Napoli appres-so Annibale Coppola del Seggio di Porta-uova , da cui era liberalmente trattato, en’ebbe stimolo dal suo benefattore, cheera volonteroso dì veder riparato il tortofatto al suo Seggio da Giambatista Cana-pa, il quale in una sua opera genealogicai due soli Seggi di Capua , e di Nido adesaltare si pose, senza far alcun conto diquelli di Portanova , di Porto , e dellaMontagna, come se questi di non pari no-biltà, e riputazione si fossero. Morto ilCoppola, il Terminìo non si curò di darfuori 1 ’ Apologia ; ma essendo vici no a mor-te, raccomandolla ali’amico , che fedel-mente ne proccurò l’impressione dopo ilsuo ritorno di Francia in Italia, ritoccan-dola di più in qualche luogo, perché ilTerminto non le avea data l’ultima mano ,siccome con altri suoi scritti avea lascia-to imperfetto il volgarizzamento dell’Isto-ria di Bartolommeo Facio intorno ai Fattidel Re Alfonso I. di Napoli.

L’Isto-